piazzaemezza

la piazza dove pensare nottetempo

articoli con la parola chiave
sandra petrignani

scorpione

«Tutte le grandi passioni hanno la disperata necessità di raccontare la loro storia»: prendo la frase da un romanzo che a uno Scorpione non può non piacere, Follia, di Patrick McGrath (Adelphi), per mettervi in guardia: anche se siete un segno che ama il segreto, ombroso e generalmente discreto, sono le persone che travolgete a [...]

bilancia

Avvertite l’arrivo di Mercurio, l’astro più veloce e leggero del sistema solare? Soprattutto i settembrini, i più provati fra voi, dovrebbero cominciare a sentirsi meglio. Ma chissà, l’astrologia è una questione di sfumature: se pensate che Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani sono nati lo stesso giorno (il 29 settembre)… Forse nessun segno, quanto la Bilancia, [...]

vergine

Cominciamo col fare gli auguri ad Achille Mauri (4 settembre 1939), il presidente di Messaggerie, la più grossa agenzia di distribuzione e promozione di libri in Italia, interessato da passaggi astrali che riguardano il consolidamento del campo professionale. La mole del lavoro è in aumento e s’intravedono all’orizzonte ardite novità dopo mesi altrettanto faticosi, ma [...]

leone

Nel corso del prossimo anno qualche Leone troverà finalmente il suo Graal, o almeno temporaneamente potrà stringerlo fra le dita: realizzerà insomma un ambizioso sogno, coronerà una lunga quasi impossibile ricerca. E questo mese di agosto, per molti, ne è un assaggio. Felicità a portata di mano, frizzante eccitazione per qualcosa, o qualcuno, che si [...]

cancro

Uno che ama le sfide come Alfonso Berardinelli, (Cancro del 1943 con ascendente Sagittario) avrà pane per i suoi denti, soprattutto in campo amoroso dove le croci e le delizie si alterneranno nei prossimi giorni con esito ancora incerto. «Noi abitiamo il mondo. Ma sogniamo anche un mondo che possa, diventando improvvisamente piccolo, abitare in [...]

gemelli

«Tu non sai dimenticare… Tu non sai ricordare» dice il personaggio maschile di Hiroshima, mon amour il film-cult di Alain Resnais (3 giugno ‘22). L’oscillazione fra gli opposti è tipica dei Gemelli, non sempre in grado di operare la riconciliazione cui tendono. Ha invece una personalità riconciliata, e per questo tanto eccezionale, un altro regista [...]

toro

Non è il massimo maggio, ma i nodi si sciolgono, cambiamenti appaiono all’orizzonte e tornerete a essere fertili come il segno vuole da voi, nutrienti e materni. «Vorrei diventare una parola invulnerabile, magnifica» ha scritto Isabella Santacroce (30 aprile 1970) nel suo profilo su Facebook scegliendo una frase che la rappresenta in pieno, come scrittrice [...]

ariete

Saturno contro fa una gran paura a tutti, e l’Ariete dovrà ancora assaggiarne qualche dura carezza. Ma con conseguenze meno nere di quanto teme. Anzi, accogliendone l’invito al cambiamento, qualche situazione tesa potrebbe sciogliersi magicamente. Più di Saturno, a farvi male è l’ostinazione, quel sentirvi sempre più intelligenti degli altri, quella radicale mancanza di umiltà. [...]

pesci

Anche se Antonello Venditti, nato l’8 di marzo del ‘49, nella canzone Sotto il segno dei Pesci canta: Tutto quello che voglio è solamente amore, per questo segno l’ambizione è un motore importante, quanto, se non di più, la sfera affettiva. I problemi di salute, certe mortificazioni incassate nell’ondeggiante 2009, l’hanno ferito parecchio. Restano cicatrici [...]

niente stelle

piazzaemezza e tutti gli amici di nottetempo abbracciano forte Sandra Petrignani e sono vicini al suo dolore per la perdita della madre.

appena svegli

appena svegli di Chiara Valerio

Matt Groening, creatore di The Simpson, del loro cielo e della loro terra natia Springfield, festeggia i 25 anni della serie con un’intervista nella sezione Art&Culture dello Smithsonian Magazine e rivela che delle 53 Springfield segnate sulle cartine degli Stati Uniti, quella a cui pensava, disegnando Homer e i suoi, è la più vicina a Portland, la città dove è nato e dunque la Springfield dei Simpson è in Oregon, a due ore di macchina da Portland. Che la Springfield dei Simpson sia lì non è tuttavia una notizia di carattere geografico. È solo una pessima notizia. La Springfield dell’Oregon è infatti un luogo, specifico, misurabile, raggiungibile mentre la Springfield dei Simpson era dovunque, anche in camera mia. O tua. La Springfield di Bart, di Lisa e degli altri era la galera di tutte le adolescenze di provincia, dei posti piccoli troppo per mantenere un riserbo qualsiasi. Tutto questo adesso è in Oregon. Perché Groening lo ha specificato dopo aver tenuto duro per anni, rispondendo “Sì, è proprio quella”, a tutti coloro che chiedevano “Ma è proprio questa la Springfield dei Simpson?”? Considerazioni personali e di un’adolescenza mai conclusa a parte, mi dispiace perché questa indefinitezza mandava avanti l’idea di letteratura come proliferazione verbale, collettiva, condivisa, falsificabile su persone e cose, non favoriva pellegrinaggi e ostensioni di case e corpi reali ma solo ipotesi narrative dalle quali gemmavano poi altri racconti che non miravano a un valore di verità ma solo alla condivisione, alla compagnia. A chi importa se “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno” sia proprio a Como? Se la letteratura è forte abbastanza “Quel ramo del lago di Como” non trasforma forse in se stesso qualsiasi ramo di lago?, Io, dopo aver letto Manzoni dico di Sì. E quindi, scusa Matt, ma per me Springfield rimane dovunque.

[queste righe sono state pubblicate su l'Unità il 13 Aprile 2012]

vox populi


il racconto

di Manfredi Bortoluzzi
Lo zio Procopio, in realtà zio della zia di mia madre, era partito per il Sudamerica quasi cent’anni fa. Aveva lasciato la casa colonica delle campagne venete per cercare fortuna nel lontano Perù dove si diceva che “anche la merda diventa oro”. Il guano, che ricopriva le isole della costa di Ica, aveva già riempito le tasche di molti imprenditori e l’industria peschiera non era da meno. Lo zio, contadino ma istruito, era sicuro che un giorno sarebbe ritornato a Meolo come un re, tra l’invidia generale dei compaesani. Di Procopio se ne parlò molto in effetti e per molto tempo, all’osteria della piazza e fino a Roncade dove tutti conoscevano la storia del contadino marinaio. Tuttavia non era delle sue infinite ricchezze che si parlava, ma della sua misteriosa scomparsa, dell’assoluto silenzio -erano passati più di quattro anni ormai- nel quale aveva lasciato la famiglia dall’arrivo, dopo alcuni mesi, al porto del Callao di Lima. Si era addirittura diffuso un proverbio in paese: quando qualcuno degli avventori dell’osteria si accomiatava per andarsene a casa in bicicletta gli altri lo ammonivano dicendogli scherzosamente “no sta’ far el Procopio, sa?”