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la piazza dove pensare nottetempo

articoli con la parola chiave
sandra petrignani

vergine

La pazienza di Teresa di Calcutta, nata il 26 agosto 1910, vi ha sostenuto in mesi che sono stati probabilmente confusi e pesanti in cui più di una volta vi sarete sentiti «come un fucile sparato», per usare le parole di Cesare Pavese (9 settembre 1908) nel Mestiere di vivere (Einaudi). La vostra natura aristocratica [...]

leone

«C’è un numero assurdo di persone che rimangono bloccate senza necessità. Potrebbero arrivare molto più avanti, se qualcuno avesse detto loro le cose giuste o se avessero dedicato a se stesse il tempo necessario», parola di un grandissimo Leone, Carl Gustav Jung (26/7/1875) dal libro Jung parla. Interviste e incontri (Adelphi) su cui vi invito [...]

cancro

Meno male, cari cancretti, che l’oroscopo ve lo faccio adesso che il peggio è passato. Non che le tensioni ci abbandoneranno completamente, non sia mai, ma insomma la pesantezza, le storture, gli imbrogli degli ultimi mesi sono veramente acqua passata. Per lo meno lo auguro a voi e a me stessa, nata il 9 di [...]

gemelli

«Amami per i miei capelli biondi soltanto» scriveva nei suoi versi una dei Gemelli più famosi e fatali del mondo, Marilyn Monroe (1 giugno 1926). Naturalmente mentiva: voleva essere amata, in realtà, per quello che di lei restava nascosto e insospettabile, una parte molto meno luminosa dei suoi capelli scintillanti. Inutile adesso che ci rimettiamo [...]

il toro al salone

Ernesto Ferrero (6 maggio) è del segno del Toro come il Salone del Libro (12-16) di cui è direttore e che quest’anno mette a dura prova i suoi nervi coinvolgendo nella tormenta anche l’ambito familiare. Ma dall’11 maggio Marte soffierà nelle vele del suo nuovo romanzo dedicato a Salgari, Disegnare il vento (Einaudi), riuscendo davvero, [...]

ariete

E’ nata il 6 aprile del 1967 Emma Dante, ora in tournée con il suo ultimo spettacolo La trilogia degli occhiali che è anche un libro (Rizzoli). «Mi tolgo gli occhiali, guardo l’infinito» dice un personaggio. Fate lo stesso, Arieti, salutando una delle vostre più focose primavere. Guardate l’infinito con occhi veggenti, ci troverete parecchie [...]

pesci

Qualcuno è arrivato a sollevare ogni peso dalle vostre spalle! Si passa in Pesci ed ecco Mercurio, e poi Marte in pompa magna. Avete davanti mesi grandiosi insomma, di vera rinascita, come si addice al vostro segno fluido che sa più di ogni altro raggiungere il vero Sé, quanto fuggire consapevolezza e responsabilità. Si richiedono [...]

acquario

Volete aspettare la primavera col transito di Mercurio in Ariete per darvi una mossa? D’accordo, chi ha un po’ di annetti sul groppone avrà l’impressione che tutto scricchioli. Ricordate Virginia Woolf come mal sopportava la vecchiaia? «Detesto l’asprezza della vecchiaia e la sento. Strido. Sono acre» scriveva nel Diario il 29 dicembre del 1940, alla [...]

capricorno

Questa volta il primo nome capricornino che mi viene in mente non è quello di uno scrittore, ma del mio attore prediletto, Ralph Fiennes (22/12/62) e in particolare un suo film, La fine di una storia, tratto dal romanzo autobiografico di Graham Greene, The End of the Affair. Non vi allarmi la tragicità della vicenda, [...]

sagittario

Anima vagabonda che fa gilgul, insomma si sbatte e si frantuma (come ho imparato dal libro di Gad Lerner Scintille, edito da Feltrinelli), questo attende adesso il Sagittario che sarà sballottato da lune diverse (anche un’eclisse decembrina). E, guarda caso, Lerner è del segno (7/12/’54) e vive in prima persona una gran voglia di scrollarsi [...]

appena svegli

appena svegli di Chiara Valerio

Roma. Esterno giorno. Martedì, passando per Piazza Mazzini, mi sono imbattuta in un cartellone pubblicitario che recitava, lettere nere su bianco perla, “Perché piangere due volte?” sotto, in un corpo del testo appena più minuto, “funerali completi a partire da 99* euro” e più sotto ancora, in un corpo del testo minutissimo “*Tan 9,88% Tag 12,62 salvo approvazione NEOS FINANCE SPA”. Per avere un funerale completo mi basta dunque rinunciare al cinema dieci volte, che in una vita non è poi un grande sacrificio, anche se non ho la televisione. Specialmente se il contraltare è un bel funerale completo. Certo, non avendo un contratto a tempo indeterminato, potrei non avere accesso al finanziamento, in quel caso, sarebbe davvero umiliante, perché potrei non avere persone alle quali chiedere di fare da garante. Poi ho riso, perché la morte è sempre quella degli altri e perché mi sono ricordata di quando mia nonna, tanti anni fa, mi aveva mandato all’ufficio preposto del piccolo comune dove ancora vive a prenotarle un loculo vicino a quello di mio nonno. A destra preferibilmente. Io non pensavo che i loculi, oltre ad essere molto ambiti (“per terra è sporco”), fossero carissimi. Nonna, in ogni caso, non ne aveva fatto una questione di soldi, ma semplicemente, appunto. di posizione. Meglio a destra. Così, fatto un secondo giro della piazza per rileggere la pubblicità della grintosa agenzia di pompe funebri mi sono fermata con la moto e ho chiamato nonna, che da anni continua a risparmiare per il suo loculo prenotato. Le ho sottoposto la questione. Nonna mi ha detto che è vero che i funerali sono cari ma che non ci si mette a parlare di soldi, tanto in qualche modo si fa. In qualche modo, come ha già scritto Doroty Parker, comunque “Scusate le ceneri”. Sì, ha chiuso nonna, “Ma per terra è sporco”.

[queste righe sono state pubblicate su l'Unità, il 2 Febbraio 2012]

vox populi


il racconto

Quando mio marito Andrea mi si parò davanti in cucina, in piedi accanto alla lavastoviglie, con la polpa di fico spalmata in testa e le unghie sporche di fango, capii che non mi sbagliavo, veniva dal cimitero. Mentre lo calavano sottoterra, e io piangevo stretta fra Alice e Mia, avevo visto infatti un grande fico che si spingeva sulla bara come ad abbracciarlo, o forse sorreggerlo durante l’ultimo viaggio. Ed era pieno di frutti. Ultimo no, però, visto che quel giorno, martedì, me lo vidi davanti in cucina. Avevo il pentolino rosso in mano e stavo armeggiando da un po’ per farlo entrare in lavastoviglie, avevo spostato i bicchieri ma non c’entrava lo stesso, nemmeno un buco per infilarlo. Era mezzogiorno, circa.