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la piazza dove pensare nottetempo

articoli con la parola chiave
paolo morelli

Don’t be sorry, be careful!

La mancanza di attenzione verso gli altri viene ritenuta, in segreto, da chi la usa come atto di forza, da chi la riceve come malevolenza, mentre è solo una prova del progressivo detrimento dell’intelligenza. Chi la pratica, la ritiene una specie di scienza sociale, ogni singolo atto, a guardar bene, è calcolato in base ai [...]

o la borsa o la vita

Siamo vissuti per anni sotto il diktat, di stampo machiavellico, del ‘potere che logora chi non ce l’ha’. Era una stupidaggine, ma erano in pochi a saperlo. E soprattutto negli anni sono rimasti in pochissimi a esserne pienamente convinti, anzi come visione è diventata talmente originale da esser messa al bando, come ogni piccolo fiato [...]

come ci sei arrivato, a capire quello che serve sul serio?

Come ci sei arrivato, a capire quello che serve sul serio?, Nan Bo chiese a Nü Yü.
Eh, l’ho capito, rispose quello, dal figlio di quella roba lí copiata con l’inchiostro, il quale a sua volta l’aveva imparato dal nipote di quella roba lí letta a voce alta, che l’aveva appreso dagli occhi bene aperti, questi [...]

oggi come oggi

Cari amici oggi come oggi, il 23 aprile del 1616, nello stesso giorno morivano William Shakespeare e Miguel de Cervantes. E’ vero che il primo aveva 52 anni e l’altro 64 e non si frequentavano, ma a me è sempre suonata come una data particolare, il 23 aprile, tanto che da anni me la segno [...]

Indagine su cittadini al di sotto di ogni sospetto

Al momento di scrivere non so ancora come siano andate le elezioni regionali, ma comunque, come ad ogni fase elettorale, riaffiora invece un bel problema, vale a dire l’esistenza reale o meno di un elettorato di destra. Sarà accaduto a molti e in svariati contesti e ambienti di fare delle critiche all’attuale governo e non [...]

se i libri spezzano il cuore

A nottetempo ci preoccupiamo di testare le vostre coronarie. Forti dell’adagio di Virginia Woolf Oh quanti libri!- non ti si spezza il cuore a pensare a me con questa passione, eternamente divorata dal desiderio di leggere, anche quest’anno vi spezziamo il cuore con i nostri libri. E per dimostrarvi, che come di consueto, le nostre [...]

appena svegli

appena svegli di Chiara Valerio

Roma. Esterno giorno. Martedì, passando per Piazza Mazzini, mi sono imbattuta in un cartellone pubblicitario che recitava, lettere nere su bianco perla, “Perché piangere due volte?” sotto, in un corpo del testo appena più minuto, “funerali completi a partire da 99* euro” e più sotto ancora, in un corpo del testo minutissimo “*Tan 9,88% Tag 12,62 salvo approvazione NEOS FINANCE SPA”. Per avere un funerale completo mi basta dunque rinunciare al cinema dieci volte, che in una vita non è poi un grande sacrificio, anche se non ho la televisione. Specialmente se il contraltare è un bel funerale completo. Certo, non avendo un contratto a tempo indeterminato, potrei non avere accesso al finanziamento, in quel caso, sarebbe davvero umiliante, perché potrei non avere persone alle quali chiedere di fare da garante. Poi ho riso, perché la morte è sempre quella degli altri e perché mi sono ricordata di quando mia nonna, tanti anni fa, mi aveva mandato all’ufficio preposto del piccolo comune dove ancora vive a prenotarle un loculo vicino a quello di mio nonno. A destra preferibilmente. Io non pensavo che i loculi, oltre ad essere molto ambiti (“per terra è sporco”), fossero carissimi. Nonna, in ogni caso, non ne aveva fatto una questione di soldi, ma semplicemente, appunto. di posizione. Meglio a destra. Così, fatto un secondo giro della piazza per rileggere la pubblicità della grintosa agenzia di pompe funebri mi sono fermata con la moto e ho chiamato nonna, che da anni continua a risparmiare per il suo loculo prenotato. Le ho sottoposto la questione. Nonna mi ha detto che è vero che i funerali sono cari ma che non ci si mette a parlare di soldi, tanto in qualche modo si fa. In qualche modo, come ha già scritto Doroty Parker, comunque “Scusate le ceneri”. Sì, ha chiuso nonna, “Ma per terra è sporco”.

[queste righe sono state pubblicate su l'Unità, il 2 Febbraio 2012]

vox populi


il racconto

Quando mio marito Andrea mi si parò davanti in cucina, in piedi accanto alla lavastoviglie, con la polpa di fico spalmata in testa e le unghie sporche di fango, capii che non mi sbagliavo, veniva dal cimitero. Mentre lo calavano sottoterra, e io piangevo stretta fra Alice e Mia, avevo visto infatti un grande fico che si spingeva sulla bara come ad abbracciarlo, o forse sorreggerlo durante l’ultimo viaggio. Ed era pieno di frutti. Ultimo no, però, visto che quel giorno, martedì, me lo vidi davanti in cucina. Avevo il pentolino rosso in mano e stavo armeggiando da un po’ per farlo entrare in lavastoviglie, avevo spostato i bicchieri ma non c’entrava lo stesso, nemmeno un buco per infilarlo. Era mezzogiorno, circa.