piazzaemezza

la piazza dove pensare nottetempo

articoli con la parola chiave
oroscopo

vergine

Cominciamo col fare gli auguri ad Achille Mauri (4 settembre 1939), il presidente di Messaggerie, la più grossa agenzia di distribuzione e promozione di libri in Italia, interessato da passaggi astrali che riguardano il consolidamento del campo professionale. La mole del lavoro è in aumento e s’intravedono all’orizzonte ardite novità dopo mesi altrettanto faticosi, ma [...]

leone

Nel corso del prossimo anno qualche Leone troverà finalmente il suo Graal, o almeno temporaneamente potrà stringerlo fra le dita: realizzerà insomma un ambizioso sogno, coronerà una lunga quasi impossibile ricerca. E questo mese di agosto, per molti, ne è un assaggio. Felicità a portata di mano, frizzante eccitazione per qualcosa, o qualcuno, che si [...]

cancro

Uno che ama le sfide come Alfonso Berardinelli, (Cancro del 1943 con ascendente Sagittario) avrà pane per i suoi denti, soprattutto in campo amoroso dove le croci e le delizie si alterneranno nei prossimi giorni con esito ancora incerto. «Noi abitiamo il mondo. Ma sogniamo anche un mondo che possa, diventando improvvisamente piccolo, abitare in [...]

ariete

Saturno contro fa una gran paura a tutti, e l’Ariete dovrà ancora assaggiarne qualche dura carezza. Ma con conseguenze meno nere di quanto teme. Anzi, accogliendone l’invito al cambiamento, qualche situazione tesa potrebbe sciogliersi magicamente. Più di Saturno, a farvi male è l’ostinazione, quel sentirvi sempre più intelligenti degli altri, quella radicale mancanza di umiltà. [...]

pesci

Anche se Antonello Venditti, nato l’8 di marzo del ‘49, nella canzone Sotto il segno dei Pesci canta: Tutto quello che voglio è solamente amore, per questo segno l’ambizione è un motore importante, quanto, se non di più, la sfera affettiva. I problemi di salute, certe mortificazioni incassate nell’ondeggiante 2009, l’hanno ferito parecchio. Restano cicatrici [...]

acquario

Purissima energia e macchina dei desideri, non per niente lo scrittore più prolifico mai apparso sulla terra, Georges Simenon, è dei vostri. L’Acquario si demoralizza, ma non molla; si colpevolizza, ma non cede. E non cambia. Può frequentare lettini di analisti tutta la vita, senza altro risultato di avere un teatro per le sue [...]

bilancia

Le discese ardite e le risalite della canzone di Lucio Battisti (Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi) quest’anno ve le state facendo tutte. Dunque siete ben allenati a questo punto dell’anno e pronti allo scatto che il mese richiede. Cari Bilancia, il vostro è il segno di Italo Calvino e anche di Valentino Bompiani, [...]

appena svegli

appena svegli di Ginevra Bompiani

Nella piccola bellissima città dove ho insegnato, ci sono sempre state diverse librerie. A una di queste mi sono servita per anni, portando i programmi dei corsi in anticipo perché potessero rifornire in tempo gli studenti, chiedendo e ottenendo qualsiasi libro di cui avessi bisogno, cercando e trovando da leggere, studiare, capire, divertirmi, pensare. I commessi e i direttori che si sono avvicendati erano sempre bravissimi, competenti, gentili e veloci. Mi ci muovevo in modo casalingo. Ci sono entrata quest’estate. Le pareti erano foderate di cartelli: sconti, saldi, promozioni, 25%, 30%, 35%… I libri in vetrina e sui tavoli illustravano i cartelli, la copertina mezza nascosta dal prezzo di sconto. I commessi, gli stessi di prima, stavano dietro al banco a incassare: un bel successo, direte voi! Ma per chi? Non per il lettore che come chiunque compri un’ ‘occasione’, non ha quel che vuole, ma paga quello che vuole il mercante; non per i commessi, ridotti a bottegai; non per la libreria, ridotta a un outlet, e nemmeno per la catena libraria (sto parlando di una libreria di catena, naturalmente), che si vede già rubato il mercato da Amazon che, alle stesse condizioni, ha un’offerta maggiore, e non ti fa fare né i due passi verso la libreria né la coda alla cassa. Sono uscita senza comprare, e mi sono avviata a una vecchia libreria indipendente. Questa era più vuota di gente, certo, ma piena di libri, senza neanche un cartello di sconto. L’autore che cercavo, il libraio lo conosceva benissimo e aveva tre o quattro libri suoi, sebbene non venisse ripubblicato da anni. Mi sono aggirata in quella libreria come un una veranda di fiori rari e profumati. Poi mi sono avvicinata al libraio e gli ho fatto i complimenti. “Resistiamo”, ha detto. Certo, resiste. E con lui resiste la cultura, resistono gli scrittori, quelli veri, i lettori, quelli veri, la libertà, quella vera. Non è una battaglia di retroguardia. A meno che pensiate che il nostro futuro sia senza scelta e senza qualità. A proposito, la città è Siena. La libreria indipendente si chiama Ticci. L’altra non lo dico, per simpatia per chi, innocente, ci lavora da anni.

vox populi


il racconto

di Cleophas Adrien Dioma
Non puoi raccontare il fallimento. Non puoi raccontare la notte. Non puoi raccontare il tempo che passa. Non puoi raccontare le domande. Ti alzi la mattina e non sai cosa fare. Questa è la vita di tanta gente che conosco. Avere degli amici non basta a colmare i vuoti. Avere delle persone che ti sorridono a volte non basta a poter sopportare il peso della vita. Penso ad una signora ghanese conosciuta tre anni fa. Avevo anche scritto un testo su di lei. Invalida, con pochi punti, non aveva diritto alla pensione e non riusciva più a lavorare. L’ho vista l’altro ieri. Matta. Parlava da sola.