piazzaemezza

la piazza dove pensare nottetempo

articoli con la parola chiave
nottetempo

petite bibliothèque flottante #2

Pronti a partire per la seconda tappa….stavolta il salto è lungo, 3200 miglia.
Sembra tutto pronto, a me sembra sempre tutto pronto, poi si vede. La mia prima tappa è stata condizionata dalla totale impossibilità di ricevere bollettini meteo, non sono riuscito a far funzionare la radio ssb, e via vhf nessuno mi ha dato informazioni. [...]

petite bibliothèque flottante

La regata Minitransat è una regata in solitaria effettuata con barche molto piccole, fatto che rende possibile la partecipazione anche a velisti con una grande passione ma privi di grandi mezzi economici.
La regata parte da La Rochelle (Francia) il 25 settembre alle 17.17, prevede uno scalo all’isola di Madera (Portogallo) intorno a inizio ottobre, da [...]

11 settembre 11

Lacrimae Rerum
di Carol Geiser
Il pomeriggio
di quella giornata, non
sapendo della piega
storta presa dal nostro mondo,
sono andata per negozi, in cerca
del bottone perfetto. Piccolo,
rotondo, di una resina beige sfumata sul grigio
al centro, era l’unico
che mancava dal mantello
che mi ha dato. “L’ho tenuto
per te”. Disse. “Era il preferito di mia madre. Lo metteva
per andare alle feste”. Una lunga [...]

destra o sinistra?

(…) che non ci siano parole di destra o di sinistra è sintomo della degenerazione della nostra cultura politica. La sinistra ha smarrito le sue parole e le parole corrispondono a concetti e a fatti. Luciana Castellina, L’Unità, 5 Ottobre 2010
Da oggi e per i prossimi lunedì vi proporremo alcune parole chiedendovi, secondo voi, se [...]

leggere nottetempo rinfresca le idee

scrivete una recensione del libro nottetempo che ha accompagnato la vostra estate e mandatela a commerciale@edizioninottet​empo.it
a settembre sceglieremo le 10 migliori recensioni che verranno pubblicate qui su piazzaemezza e premiate con l’invio di un libro a scelta fresco di stampa tra le novità nottetempo dell’autunno 2011:
Il sogno del Villaggio dei Ding di Yan Lianke
Chiusi dentro [...]

pettegolezzi di condominio

Questa storia emerge dalle acque limacciose di un passato che non mi appartiene. Ma i suoi protagonisti, le loro vicende mi sono apparsi a lungo su uno schermo, era proprio uno schermo il balcone di fronte alla mia finestra. E anche adesso il succedersi di quelle vicende mi appare nella memoria, con i contorni netti [...]

5 buone ragioni per votare sì contro il nucleare

nottetempo ha premiato le 5 migliori ragioni per votare sì contro il nuclare con l’invio di una copia del libro La fine dei dinosauri. La fine dei dinosauri, pubblicato in coedizione con Aliberti editore, non è solo un libro contro il nucleare, ma la descrizione di un futuro possibile, purché gli investimenti si concentrino subito [...]

Riva. Premio Mondello per la Multiculturalità 2011

Palermo, 27 Maggio 2011
Sono nata in una grande famiglia. Ho traversato un grande oceano per arrivare in un grande paese. Mi sono sposata con un grande marito. Ho lavorato in un grande studio di avvocati. E poi un giorno, due ani fa, ho scritto un piccolissimo libro. E poi questo libro e’stato preso da grandi [...]

fermiamo il nucleare

Marcello Cini (fisico): L’improvvisa decisione governativa di cancellare la legge sul programma nucleare e di rendere così inoperante il referendum abrogativo della stessa è un colpo di scena che può essere interpretato in vari modi, ma non rende affatto inutili le considerazioni. In primo luogo, perché non è affatto escluso che la decisione non sia [...]

come salvarsi dalla verità

LE PAROLE DELL’IPOCRISIA sono la momentanea convenzione che permette di nascondere i propri intenti e giudizi facendoli apparire innocui.
GUERRA UMANITARIA: dicesi di guerra non dichiarata in cui si bombardano popolazioni inerti per impedire loro di essere ammazzate da altri.
PULIZIA ETNICA: dicesi di massacri indiscriminati condotti su una popolazione generalmente identica a quella dei [...]

appena svegli

appena svegli di Chiara Valerio

Matt Groening, creatore di The Simpson, del loro cielo e della loro terra natia Springfield, festeggia i 25 anni della serie con un’intervista nella sezione Art&Culture dello Smithsonian Magazine e rivela che delle 53 Springfield segnate sulle cartine degli Stati Uniti, quella a cui pensava, disegnando Homer e i suoi, è la più vicina a Portland, la città dove è nato e dunque la Springfield dei Simpson è in Oregon, a due ore di macchina da Portland. Che la Springfield dei Simpson sia lì non è tuttavia una notizia di carattere geografico. È solo una pessima notizia. La Springfield dell’Oregon è infatti un luogo, specifico, misurabile, raggiungibile mentre la Springfield dei Simpson era dovunque, anche in camera mia. O tua. La Springfield di Bart, di Lisa e degli altri era la galera di tutte le adolescenze di provincia, dei posti piccoli troppo per mantenere un riserbo qualsiasi. Tutto questo adesso è in Oregon. Perché Groening lo ha specificato dopo aver tenuto duro per anni, rispondendo “Sì, è proprio quella”, a tutti coloro che chiedevano “Ma è proprio questa la Springfield dei Simpson?”? Considerazioni personali e di un’adolescenza mai conclusa a parte, mi dispiace perché questa indefinitezza mandava avanti l’idea di letteratura come proliferazione verbale, collettiva, condivisa, falsificabile su persone e cose, non favoriva pellegrinaggi e ostensioni di case e corpi reali ma solo ipotesi narrative dalle quali gemmavano poi altri racconti che non miravano a un valore di verità ma solo alla condivisione, alla compagnia. A chi importa se “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno” sia proprio a Como? Se la letteratura è forte abbastanza “Quel ramo del lago di Como” non trasforma forse in se stesso qualsiasi ramo di lago?, Io, dopo aver letto Manzoni dico di Sì. E quindi, scusa Matt, ma per me Springfield rimane dovunque.

[queste righe sono state pubblicate su l'Unità il 13 Aprile 2012]

vox populi


il racconto

di Manfredi Bortoluzzi
Lo zio Procopio, in realtà zio della zia di mia madre, era partito per il Sudamerica quasi cent’anni fa. Aveva lasciato la casa colonica delle campagne venete per cercare fortuna nel lontano Perù dove si diceva che “anche la merda diventa oro”. Il guano, che ricopriva le isole della costa di Ica, aveva già riempito le tasche di molti imprenditori e l’industria peschiera non era da meno. Lo zio, contadino ma istruito, era sicuro che un giorno sarebbe ritornato a Meolo come un re, tra l’invidia generale dei compaesani. Di Procopio se ne parlò molto in effetti e per molto tempo, all’osteria della piazza e fino a Roncade dove tutti conoscevano la storia del contadino marinaio. Tuttavia non era delle sue infinite ricchezze che si parlava, ma della sua misteriosa scomparsa, dell’assoluto silenzio -erano passati più di quattro anni ormai- nel quale aveva lasciato la famiglia dall’arrivo, dopo alcuni mesi, al porto del Callao di Lima. Si era addirittura diffuso un proverbio in paese: quando qualcuno degli avventori dell’osteria si accomiatava per andarsene a casa in bicicletta gli altri lo ammonivano dicendogli scherzosamente “no sta’ far el Procopio, sa?”