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	<title>piazzaemezza &#187; nottetempo</title>
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	<description>la piazza dove pensare nottetempo</description>
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		<title>7 febbraio 1812</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:19:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
nottetempo festeggia il bicentenario della nascita di Charles Dickens (1812 &#8211; 1870) con l&#8217;incipit di Senza uscita (C. Dickens, W. Collins, nottetempo, 2003, trad. di Marina Premoli)&#8230; 
Siamo a Londra, davanti alla ruota dove vengono deposti i bambini abbandonati. Una madre velata indaga sul nome che hanno dato al suo bambino. Ne segue uno scambio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/About/General/2012/2/6/1328541676662/Charles-Dickens-c1850-007.jpg" alt="" width="460" height="276" /></p>
<p><span style="color: #800000;">nottetempo festeggia il bicentenario della nascita di <strong>Charles Dickens </strong>(1812 &#8211; 1870) con l&#8217;incipit di <strong><em>Senza uscita</em></strong> (C. Dickens, W. Collins, nottetempo, 2003, trad. di Marina Premoli)&#8230; </span></p>
<p><span style="color: #800000;">Siamo a Londra, davanti alla <em>ruota</em> dove vengono deposti i bambini abbandonati. Una madre velata indaga sul nome che hanno dato al suo bambino. Ne segue uno scambio di persona, che dà l’avvio a una girandola di peripezie: un amore contrastato, un delitto nella neve, uno che sembrava amico e non lo è, uno che sembrava morto e non lo è. Una serie di scambi, nell’umore comico-misterioso di Collins, nutrito dalla precisa umanità di Dickens. Un piccolo capolavoro, inedito in italiano, scritto nel 1867 da due grandi amici che sono anche fra i maggiori scrittori inglesi dell’ottocento.</span></p>
<p>Giorno, mese e anno, trenta novembre milleottocentotrentacinque. Ora di Londra al grande orologio di Saint Paul, le dieci di sera. Tutte le chiese minori di Londra sforzano le loro gole metalliche. Qualcuna sfacciatamente precede la pesante campana della grande Cattedrale; qualche altra, in ritardo, dopo tre, quattro colpi, attacca con una mezza dozzina; tutte vanno d’accordo quanto basta per lasciare nell’aria una risonanza, come se il padre alato che divora i propri figli avesse menato un colpo sonoro con la sua falce gigantesca in volo sulla città. Che cos’è questo orologio più flebile di tutti, o quasi, e più vicino all’orecchio, così indietro stanotte che rintocca quando degli altri rimane solo la vibrazione? È l’orologio dell’Ospedale dei Trovatelli.</p>
<p>C’era un tempo in cui i trovatelli erano ricevuti senza domande in una culla davanti al portone. Ora i tempi sono cambiati, si fanno indagini sul loro conto e sono tolti quasi come un favore alle madri, che rinunciano per sempre a ogni naturale notizia e pretesa su di loro. È luna piena e la notte è serena con nubi leggere. La giornata è stata tutt’altro che serena, perché una fanghiglia densa di neve sciolta impastata dallo sgoc ciolare della fitta nebbia copre nera le strade. La dama velata che va irrequieta su e giù, all’ingresso posteriore dell’Ospedale dei Trovatelli, ha bisogno di essere ben coperta stanotte.</p>
<p>Va avanti e indietro irrequieta, evitando il posteggio delle carrozze, e sostando spesso nell’ombra all’angolo occidentale del grande muro quadrato, col viso rivolto al portone. Come sopra di lei c’è la purezza del cielo illuminato dalla luna, e sotto di lei la sozzura del marciapiede, così la sua mente non sarà forse divisa fra due visuali di riflessione e d’esperienza? Come le sue orme incrociandosi ripetutamente una sull’altra hanno tracciato un labirinto nel fango, così il suo percorso nella vita non sarà forse avviluppato in un intrico fitto e inestricabile? Il portone posteriore dell’Ospedale dei Trovatelli si apre e ne esce una giovane donna.</p>
<p>La signora rimane in disparte, osserva con attenzione, vede che il portone si richiude senza rumore dall’interno e segue la giovane. Due o tre strade vengono attraversate in silenzio prima che la dama, seguendo da presso l’oggetto della sua attenzione, allunghi la mano e la tocchi. Allora la giovane si ferma e si guarda intorno, sorpresa. “Ieri notte lei mi ha sfiorata, ma quando mi sono voltata non ha parlato. Perché mi segue come un muto fantasma?” “Non è,” replicò la dama a bassa voce, “che non volessi parlare, solo che quando ho tentato non ho potuto”.</p>
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		<title>sottosopra</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 10:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Prima di conoscere la signora di sotto e il signore di sopra non ho mai avuto interesse per la vecchiaia. I miei genitori, vecchi, non hanno fatto in tempo a diventarlo, mio padre si è ammazzato talmente presto e mia mamma è tornata come una bambina. I nonni non li vedo mai e la ragazza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1498 aligncenter" title="-1" src="http://www.piazzaemezza.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/11.jpg" alt="-1" width="344" height="448" /></p>
<p>Prima di conoscere la signora di sotto e il signore di sopra non ho mai avuto interesse per la vecchiaia. I miei genitori, vecchi, non hanno fatto in tempo a diventarlo, mio padre si è ammazzato talmente presto e mia mamma è tornata come una bambina. I nonni non li vedo mai e la ragazza che assiste mamma è giovane.</p>
<p>Comunque, di sicuro, nessun vecchio avrebbe mai potuto accendere la mia immaginazione. Nessuno tranne la signora di sotto e il signore di sopra. E ora non vedo piú la vecchiaia come il buio, ma come un guizzo di luce, magari l’ultimo.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="color: #ff0000;">il nuovo emozionante romanzo di Milena Agus<br />
in libreria dal 26 gennaio</span></strong></span></p>
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		<title>questo non è&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 09:03:06 +0000</pubDate>
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questo non è l&#8217;articolo 18!
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.fsegrosseto.com/forum/facebook/totem.jpg" alt="" width="468" height="311" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;">questo non è l&#8217;articolo 18!</span></span></p>
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		<title>incipit #1 &#8211; Scusate la polvere di Elvira Seminara (2011)</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 15:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando mio marito Andrea mi si parò davanti in cucina, in piedi accanto alla lavastoviglie, con la polpa di fico spalmata in testa e le unghie sporche di fango, capii che non mi sbagliavo, veniva dal cimitero. Mentre lo calavano sottoterra, e io piangevo stretta fra Alice e Mia, avevo visto infatti un grande fico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando mio marito Andrea mi si parò davanti in cucina, in piedi accanto alla lavastoviglie, con la polpa di fico spalmata in testa e le unghie sporche di fango, capii che non mi sbagliavo, veniva dal cimitero. Mentre lo calavano sottoterra, e io piangevo stretta fra Alice e Mia, avevo visto infatti un grande fico che si spingeva sulla bara come ad abbracciarlo, o forse sorreggerlo durante l’ultimo viaggio. Ed era pieno di frutti. Ultimo no, però, visto che quel giorno, martedì,  me lo vidi davanti in cucina. Avevo il pentolino rosso in mano e stavo armeggiando da un po’ per farlo entrare in lavastoviglie, avevo spostato i bicchieri ma non c’entrava lo stesso, nemmeno un buco per infilarlo.<br />
Era mezzogiorno, circa.<br />
<span id="more-1471"></span></p>
<p>Mio marito si accasciò sulla sedia sospirando, come uno che ha fatto un sacco di strada  (beh, in effetti), e cominciò a parlare del tempo  &#8211; prima con voce incrostata e terrosa,  poi sempre più fluida e  umana &#8211; mentre io  facevo l’ultimo disperato tentativo.  Spostare cioè lo scolapasta dal vano di sopra a quello di sotto, e liberare lo spazio per il pentolino. Avrei fatto molto prima a lavarlo a mano, si capisce, ma chi pratica minimamente una lavastoviglie conosce benissimo quella lotta all’ultimo sangue fra te e quel maledetto cestello quando si rifiuta di accogliere l’ultima cosa che hai in mano, e non vuoi dargliela vinta, sposti e incastri finché la tazza o il mestolo avrà il suo dannato posto. Dopo aver finalmente assoggettato il pentolino, mi sedetti davanti a mio marito e  lo guardai meglio.  </p>
<p>E fui invasa dalla nostalgia. In effetti era diverso &#8211; gli dissi &#8211; tutto diverso quando c’era lui,  tutta un’altra vita, e mi mancava da morire  (che gaffe, accidenti)  perché lui era un mago in queste cose,  caricare i piatti, la valigia, il video-registratore, inclusi i consulti delle mappe stradali e di tutti i manuali di istruzione, essendo io &#8211; come diceva da vivo, sino a tre mesi fa &#8211;  negata per ogni operazione  scientifica e applicazione tecnica del pensiero. (Per non  offendermi, di solito a questo punto aggiungeva che io avevo un’intelligenza emotiva ). Lui sorrise e disse che non aveva molto tempo &#8211; ma come, anche loro che sono al di là ? &#8211; e dovevo ascoltarlo.   Era incredibile sentirlo parlare  come se in mezzo a noi ci fosse davvero solo un tavolo, e non invece cisterne di lacrime, cataste di rimpianti,  falò  di (mie) maledizioni, e soprattutto tre mesi, dico tre, dalla sua morte. Ma è  ancora più incredibile quello che mi disse, anche se confuso col rumore della lavastoviglie.  Rivelazioni.  E’ così che si chiamano queste cose.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>in fiera nottetempo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 15:20:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
nottetempo a Più libri più liberi &#8211; STAND E11 &#8211; Fiera della piccola e media editoria (Roma, Palazzo dei Congressi, Piazzale Kennedy 1 (Eur)) 7 &#8211; 11 dicembre 2011
Venerdí 9 dicembre ore 16.00 Sala Smeraldo
Il misterioso caso di Vilcabamba: Eterna giovinezza di Ricardo Coler
Intervengono insieme all’autore Edoardo Boncinelli e Gilberto Corbellini
Sabato 10 dicembre ore 17.00 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.alternativasostenibile.it/archivio/2011/12/05/images/piu-libri-piu-liberi-roma-2011-programma_560x300.jpg.gif" alt="" width="462" height="247" /></p>
<p>nottetempo a Più libri più liberi &#8211; STAND E11 &#8211; Fiera della piccola e media editoria (Roma, Palazzo dei Congressi, Piazzale Kennedy 1 (Eur)) 7 &#8211; 11 dicembre 2011</p>
<p><strong>Venerdí 9 dicembre ore 16.00 Sala Smeraldo</strong><br />
Il misterioso caso di Vilcabamba: <em>Eterna giovinezza </em>di Ricardo Coler<br />
Intervengono insieme all’autore Edoardo Boncinelli e Gilberto Corbellini</p>
<p><strong>Sabato 10 dicembre ore 17.00 Sala Rubino</strong><br />
Dalla cronaca al romanzo:<em> Il sogno del villaggio dei Ding</em> di Yan Lianke<br />
Intervengono insieme all’autore Ginevra Bompiani e Renata Pisu</p>
<p><strong>Sabato 10 dicembre ore 18.30 presso lo stand nottetempo (stand E 11)</strong><br />
Aperitivo con gli autori</p>
<p><strong>Domenica 11 dicembre ore 17.00 Sala Smeraldo</strong><br />
Se una catastrofe genera una favola: <em>I demoni del deserto </em>di Bijan Zarmandili<br />
Interviene insieme all’autore Antonia Arslan. Letture di Paola Pitagora.</p>
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		<title>stasera facciamo qualcosa di romantico&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 16:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Stasera facciamo qualcosa di romantico:
andiamo a goderci il tramonto di Berlusconi
(Stefano Pisani per Cattive Maniere, novembre 2011)
i vincitori del concorso il programma politico che vorrei&#8230; in sei parole sono
vincenzo ciampi con Uomini senza arroganza donne senza prezzo 
marisa fois con Meglio di prima non ci basta! 
alberina leone con Le tre F: Fermezza, Futuro, Fantasia
marco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://images.travelpod.com/users/elisa.landi/1.1291046935.sunset.jpg" alt="" width="389" height="292" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Stasera facciamo qualcosa di romantico:<br />
andiamo a goderci il tramonto di Berlusconi</strong></p>
<p style="text-align: center;">(Stefano Pisani per <a href="https://www.facebook.com/pages/Cattive-Maniere-NEW-Fan-Page/136112416437053" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/pages/Cattive-Maniere-NEW-Fan-Page/136112416437053?referer=');">Cattive Maniere</a>, novembre 2011)</p>
<p>i vincitori del concorso <strong>il programma politico che vorrei&#8230; in sei parole</strong> sono</p>
<p style="text-align: center;"><strong>vincenzo ciampi </strong>con <em>Uomini senza arroganza donne senza prezzo </em><br />
<strong>marisa fois</strong> con <em>Meglio di prima non ci basta! </em><br />
<strong>alberina leone</strong> con <em>Le tre F: Fermezza, Futuro, Fantasia</em><br />
<strong>marco oliviero </strong> con <em>Bar Aratro: il ritrovo dove ripartire </em><br />
<strong>Martina</strong> con <em>Dialogo aperto a bisogni e speranze</em><br />
<strong>Laura</strong> con <em>Riprendiamoci il volto umano dell&#8217;esistenza</em></p>
<p><span style="color: #800000;"> Dopo <em>Il programma politico che vorrei&#8230; in sei parole</em> e dopo questo tramonto meraviglioso che ci siamo goduti sabato, nottetempo lancia, per le prossime due settimane <strong><em>il mio premier in sei parole</em></strong>. Potete partecipare scrivendo sul nostro profilo <a href="http://www.facebook.com/#!/edizioni.nottetempo" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/_/edizioni.nottetempo?referer=');">facebook</a> o a <span style="color: #ff6600;">commerciale@edizioninottetempo.it</span>.</span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">La premiazione del concorso appena concluso, dei precedenti e dei prossimi avverrà durante la festa di Natale di nottetempo prevista per la terza settimana di dicembre nella nostra sede in Via Zanardelli, 34 Roma. Chi non potrà esserci riceverà i libri a casa.</span><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>la mia vita in sei parole</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 14:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[il tema]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[la mia vita in sei parole]]></category>
		<category><![CDATA[nottetempo]]></category>

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		<description><![CDATA[
(&#8230;) la casa editrice nottetempo chiede ai suoi lettori di raccontare la propria vita in sei parole. Il punto di partenza è la scommessa vinta da Ernest Hemingway con chi lo sfidava a usare, appunto, sei parole per una storia. La sua fu &#8220;vendesi scarpe per bambini. mai indossate&#8221;. I lettori che concorrono su facebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.equilibriarte.net/members/lor3nz8/blog-2011-06-15-20-20-38.jpg" alt="" width="463" height="347" /></p>
<p>(&#8230;) la casa editrice nottetempo chiede ai suoi lettori di raccontare la propria vita in sei parole. Il punto di partenza è la scommessa vinta da Ernest Hemingway con chi lo sfidava a usare, appunto, sei parole per una storia. La sua fu &#8220;vendesi scarpe per bambini. mai indossate&#8221;. I lettori che concorrono su facebook provano con: &#8220;Mi chiamo Anna ed è palindromo&#8221;, &#8220;Lei non sa chi sono io&#8221;, &#8220;Ho sedici anni da sedici anni&#8221;, &#8220;Fossi dio, sarei morto nel novantasette&#8221;. Il premio: la pubblicazione sul sito piazzaemezza.it. E anche due libri. (<a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/loredanalipperini.blog.kataweb.it/?referer=');">Loredana Lipperini </a> &#8211; La Repubblica 30 ottobre 2011)</p>
<p>i vincitori del concorso <strong>la mia vita in sei parole</strong> sono</p>
<p><strong>Ivo Barrocciai</strong> con <em>Vieni, disse lui. E lei venne</em>.<br />
<strong>Maria Carrazoni</strong> con <em>Mi vida, una cita mal entendida</em>.<br />
<strong>Carmelo Gabriele </strong>con<em> La mia vita in due valigie&#8230; (preparativi per l&#8217;ennesimo trasloco)</em>.<br />
<strong>Samshai Isha</strong> con <em>Il bancomat dice: disponibiltà 33 euro</em>.<br />
<strong>Mino Minus</strong> con <em>Ossimoro. Ma si nun moro, mejo</em>.<br />
<strong>Paolo Bakis Murgia</strong> con <em>Innamorato di me stesso, non corrispondo</em>.</p>
<p>[tutte le definizioni arrivate sul nostro profilo facebook o via email saranno comunque pubblicate su piazzaemezza in una apposita pagina]</p>
<p><span style="color: #800000;"><em>lasciare che il bene cresca liberamente</em>. Dopo il grande successo di La mia vita in sei parole, nottetempo lancia, per le prossime due settimane, <strong><em>Il programma politico che vorrei&#8230; in sei parole</em></strong>. Potete partecipare scrivendo sul nostro profilo <a href="http://www.facebook.com/#!/edizioni.nottetempo" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/_/edizioni.nottetempo?referer=');">facebook</a> o a <span style="color: #ff6600;">commerciale@edizioninottetempo.it</span>.</span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">La premiazione del concorso appena concluso e dei prossimi avverrà durante la festa di Natale di nottetempo prevista per la terza settimana di dicembre nella nostra sede in Via Zanardelli, 34 Roma. Chi non potrà esserci riceverà i libri a casa.</span><br />
</span></p>
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		<title>quando muore un poeta</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 11:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[il tema]]></category>
		<category><![CDATA[18 ottobre 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanzotto]]></category>
		<category><![CDATA[nottetempo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come il tempo si dirami,
il mondo più non sa.
Dove intona l’estate,
un mare ghiaccia.
Donde vengano i cuori,
sa l’oblio.
In cassa, armadio e scrigno
il tempo cresce vero.
Forma una bella frase
di grande dispiacere.
In quel determinato posto
sarà certo per te.
da Paul Celan, Poesie sparse pubblicate in vita, con un saggio di Andrea Zanzotto (nottetempo 2011).
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-1369 aligncenter" title="01" src="http://www.piazzaemezza.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/01-681x1024.jpg" alt="01" width="312" height="469" /></p>
<p>Come il tempo si dirami,<br />
il mondo più non sa.<br />
Dove intona l’estate,<br />
un mare ghiaccia.</p>
<p>Donde vengano i cuori,<br />
sa l’oblio.<br />
In cassa, armadio e scrigno<br />
il tempo cresce vero.</p>
<p>Forma una bella frase<br />
di grande dispiacere.<br />
In quel determinato posto<br />
sarà certo per te.</p>
<p>da Paul Celan, <em>Poesie sparse pubblicate in vita</em>, con un saggio di Andrea Zanzotto (nottetempo 2011).</p>
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		<title>petite bibliothèque flottante #2</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 09:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Pronti a partire per la seconda tappa….stavolta il salto è lungo, 3200 miglia.
Sembra tutto pronto, a me sembra sempre tutto pronto, poi si vede. La mia prima tappa è stata condizionata dalla totale impossibilità di ricevere bollettini meteo, non sono riuscito a far funzionare la radio ssb, e via vhf nessuno mi ha dato informazioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1357 aligncenter" title="-1" src="http://www.piazzaemezza.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/1.jpg" alt="-1" width="400" height="300" /></p>
<p>Pronti a partire per la seconda tappa….stavolta il salto è lungo, 3200 miglia.</p>
<p>Sembra tutto pronto, a me sembra sempre tutto pronto, poi si vede. La mia prima tappa è stata condizionata dalla totale impossibilità di ricevere bollettini meteo, non sono riuscito a far funzionare la radio ssb, e via vhf nessuno mi ha dato informazioni.  Di conseguenza la mia tattica era stare più vicino alla rotta ideale e seguire l’andamento della pressione atmosferica cercando di andare incontro ad una depressione che sapevamo essere in arrivo all’incirca per il 30&#8230;non avrei mai pensato di trovare così poco vento in oceano, sembrava l’adriatico in agosto! Era così calma che a 150 miglia dalla costa mi salivano a bordo dei simil-passerotti. Una volta agganciata la depressione senza troppo deprimermi nelle bonacce, le scelte erano 2: provare ad oltrepassarla per andare incontro a venti portanti col rischio di finire di nuovo nelle bonacce, oppure fare quante più miglia possibili di bolina, rimanendo vicino alla rotta ideale..per la mia sanità mentale ho optato per la seconda ipotesi. La bolina su queste barche è la cosa più scomoda che si possa immaginare perché la barca stà costantemente sbandata più di 45° e sbatte come il tagadà …ti metti a dormire sopra vento e ti svegli che sei ruzzolato infondo dall’altra parte come se ti avessero riempito di calci …in più pioggia, nebbia e onde che ti passano sopra e stai sempre bello bagnato. Quando mi sono tolto la cerata sembrava ci fosse un cane morto dentro. Però almeno si camminava. Ho navigato 5 giorni..e 5 notti, con vento dai 16 ai 35 nodi..quindi su il frullone giù il frullone…metti una mano togline una…rimettine due, ritogline una….cercando di sfruttare il vento benedetto fino alla fine. Perché era vista che negli ultimi due giorni ci sarebbe stata di nuovo bonaccia.. E così gli ultimi 2 giorni su spinnaker giù spinnaker, su frullo giù frullo cercando di sfruttare ogni minimo refolo per avvicinarsi a Madeira che nel frattempo si nascondeva nella nebbia, un isola alta 1800mt sono riuscito a vederla quando ormai ero a meno di 3  miglia dalla costa. L’arrivo è stato cosparso di tutte le difficoltà possibili e immaginabili: prima 4 nodi di corrente contro e onda ripida..poi improvvisamente , quando avevo lo spi gigante su, 25 nodi di vento in poppa piena. Ero sotto a cambiarmi quando il pilota ha staorzato e sono stato sbattuto da una parte all altra della barca insieme a tutto quello che c’era dentro..quando sono riuscito a prendere il controllo, ho iniziato a viaggiare a 12 nodi verso Funchal, ma a 5 miglia dall’arrivo…bonaccia totale di nuovo. A quel punto mi sono reso conto che non ero ultimo come pensavo, perché hanno iniziato a raggiungermi un sacco di barche da dietro. Perché loro vanno e io no? Due delfini dormono russando accanto alla barca per farmi capire quanto sono fermo. Due mi sono passati avanti sfruttando un refolo sotto costa, provo dunque ad andare verso di loro e vedo altri due che mi stanno passando avanti da fuori, in mare, sento la barca come una tartaruga morta, mi fermo a pensarci un po e decido di prendere tutti i pesi e metterli a centro barca per equilibrarla. Torno fuori e mi concentro su tutti i refoli, riuscendo così ad evitare di farmi passare dagli altri. Finalmente dopo qualche ora una raffichetta gentile mi accompagna fino all’arrivo, quando sento suonare la canzone da me scelta, <em>Il cielo è sempre più blu</em> di Rino Gaetano, capisco che sono arrivato proprio io, ce l’ho fatta….vengo prelevato e portato al bar, poi il buio.</p>
<p>Domani si ricomincia!</p>
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		<title>petite bibliothèque flottante</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 16:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
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La regata Minitransat è una regata in solitaria effettuata con barche molto piccole, fatto che rende possibile la partecipazione anche a velisti con una grande passione ma privi di grandi mezzi economici.
La regata parte da La Rochelle (Francia) il 25 settembre alle 17.17, prevede uno scalo all&#8217;isola di Madera (Portogallo) intorno a inizio ottobre, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1336" title="900-600-111006041931-img-8623" src="http://www.piazzaemezza.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/900-600-111006041931-img-86232.jpg" alt="900-600-111006041931-img-8623" width="463" height="307" /></p>
<p>La <a href="http://www.charentemaritime-bahia.transat650.net/fr/course/le-parcours.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.charentemaritime-bahia.transat650.net/fr/course/le-parcours.html?referer=');">regata Minitransat</a> è una regata in solitaria effettuata con barche molto piccole, fatto che rende possibile la partecipazione anche a velisti con una grande passione ma privi di grandi mezzi economici.</p>
<p>La regata parte da La Rochelle (Francia) il 25 settembre alle 17.17, prevede uno scalo all&#8217;isola di Madera (Portogallo) intorno a inizio ottobre, da dove riparte dopo una decina di giorni, e arriva a Bahia (Brasile) nei primi giorni di novembre. Sono circa 4.200 miglia di navigazione. Le date di arrivo e ripartenza da Madera e di arrivo definitivo a Bahia variano da imbarcazione a imbarcazione.</p>
<p>nottetempo ha deciso di appoggiare <strong>Tiziano Rossetti</strong>, sia per un&#8217;antica amicizia, sia per la sua filosofia, tesa più alla sfida personale che alla vittoria. Tiziano è la dimostrazione che ogni grande appassionato può fare la regata, pur in assenza di grandi mezzi. La sua imbarcazione, &#8220;<a href="http://www.unavelaperlapace.org/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.unavelaperlapace.org/?referer=');">Una vela per la pace &#8211; Una vela per Emergency</a>&#8220;, dice molto del progetto alla base del suo impegno.</p>
<p>Tiziano ci ha detto che per lui appunto non è tanto importante vincere, quanto mettersi in gioco. La frase che ha rotto ogni dubbio sul sostenerlo è stata: &#8220;Vorrei qualche libro per la regata, perché quando la navigazione è tranquilla, cosa c&#8217;è di meglio di una buona lettura in mezzo all&#8217;oceano?&#8221; </p>
<p>Così abbiamo costruito per lui una piccola biblioteca galleggiante, ben sapendo che in barca a vela, anche il peso di una vita, modifica l&#8217;assetto e la velocità della navigazione.</p>
<p>Yan Lianke,<em> Il sogno del villaggio dei Ding</em><br />
Mariusz Szczygiel, <em>Gottland</em><br />
Elvira Seminara,<em> Scusate la polvere</em><br />
Mariusz Szczygiel, <em>Reality</em><br />
Ingeborg Bachmann e Paul Celan, <em>Troviamo le parole</em><br />
Maria Pace Ottieri, <em>Chiusi dentro</em><br />
Luciana Castellina, <em>La scoperta del mondo</em><br />
Milena Agus, <em>Ali di babbo</em><br />
Adriàn Bravi, <em>Il riporto</em><br />
Karin Alvtegen, <em>Vergogna</em><br />
Elisa Ruotolo, <em>Ho rubato la pioggia</em><br />
Marguerite Yourcenar,<em> I 33 nomi di Dio</em></p>
<p>Tiziano Rossetti &#8211; 6 ottobre 2011 &#8211; Madera&#8230; <em>ho come perso tempo all&#8217;inizio perché ho urtato qualcosa&#8230;  ho fatto una bolina di 700 miglia, ho trovato vento di 35 nodi, non ho potuto contare sugli annunci  per vari problemi vari di linea e di lingua&#8230; ho potuto contare solo su me stesso per le previsioni sulla forza e sulla direzione del vento&#8230;  ho letto i due libri di Milena Agus e ho cominciato Gottland che all&#8217;inizio mi faceva un po&#8217; paura, adesso ne sono entusiasta!</em></p>
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