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la piazza dove pensare nottetempo

articoli con la parola chiave
nottetempo

sottosopra

Prima di conoscere la signora di sotto e il signore di sopra non ho mai avuto interesse per la vecchiaia. I miei genitori, vecchi, non hanno fatto in tempo a diventarlo, mio padre si è ammazzato talmente presto e mia mamma è tornata come una bambina. I nonni non li vedo mai e la ragazza [...]

questo non è…

questo non è l’articolo 18!

incipit #1 – Scusate la polvere di Elvira Seminara (2011)

Quando mio marito Andrea mi si parò davanti in cucina, in piedi accanto alla lavastoviglie, con la polpa di fico spalmata in testa e le unghie sporche di fango, capii che non mi sbagliavo, veniva dal cimitero. Mentre lo calavano sottoterra, e io piangevo stretta fra Alice e Mia, avevo visto infatti un grande fico [...]

in fiera nottetempo

nottetempo a Più libri più liberi – STAND E11 – Fiera della piccola e media editoria (Roma, Palazzo dei Congressi, Piazzale Kennedy 1 (Eur)) 7 – 11 dicembre 2011
Venerdí 9 dicembre ore 16.00 Sala Smeraldo
Il misterioso caso di Vilcabamba: Eterna giovinezza di Ricardo Coler
Intervengono insieme all’autore Edoardo Boncinelli e Gilberto Corbellini
Sabato 10 dicembre ore 17.00 [...]

stasera facciamo qualcosa di romantico…

Stasera facciamo qualcosa di romantico:
andiamo a goderci il tramonto di Berlusconi
(Stefano Pisani per Cattive Maniere, novembre 2011)
i vincitori del concorso il programma politico che vorrei… in sei parole sono
vincenzo ciampi con Uomini senza arroganza donne senza prezzo
marisa fois con Meglio di prima non ci basta!
alberina leone con Le tre F: Fermezza, Futuro, Fantasia
marco [...]

la mia vita in sei parole

(…) la casa editrice nottetempo chiede ai suoi lettori di raccontare la propria vita in sei parole. Il punto di partenza è la scommessa vinta da Ernest Hemingway con chi lo sfidava a usare, appunto, sei parole per una storia. La sua fu “vendesi scarpe per bambini. mai indossate”. I lettori che concorrono su facebook [...]

quando muore un poeta

Come il tempo si dirami,
il mondo più non sa.
Dove intona l’estate,
un mare ghiaccia.
Donde vengano i cuori,
sa l’oblio.
In cassa, armadio e scrigno
il tempo cresce vero.
Forma una bella frase
di grande dispiacere.
In quel determinato posto
sarà certo per te.
da Paul Celan, Poesie sparse pubblicate in vita, con un saggio di Andrea Zanzotto (nottetempo 2011).

petite bibliothèque flottante #2

Pronti a partire per la seconda tappa….stavolta il salto è lungo, 3200 miglia.
Sembra tutto pronto, a me sembra sempre tutto pronto, poi si vede. La mia prima tappa è stata condizionata dalla totale impossibilità di ricevere bollettini meteo, non sono riuscito a far funzionare la radio ssb, e via vhf nessuno mi ha dato informazioni. [...]

petite bibliothèque flottante

La regata Minitransat è una regata in solitaria effettuata con barche molto piccole, fatto che rende possibile la partecipazione anche a velisti con una grande passione ma privi di grandi mezzi economici.
La regata parte da La Rochelle (Francia) il 25 settembre alle 17.17, prevede uno scalo all’isola di Madera (Portogallo) intorno a inizio ottobre, da [...]

11 settembre 11

Lacrimae Rerum
di Carol Geiser
Il pomeriggio
di quella giornata, non
sapendo della piega
storta presa dal nostro mondo,
sono andata per negozi, in cerca
del bottone perfetto. Piccolo,
rotondo, di una resina beige sfumata sul grigio
al centro, era l’unico
che mancava dal mantello
che mi ha dato. “L’ho tenuto
per te”. Disse. “Era il preferito di mia madre. Lo metteva
per andare alle feste”. Una lunga [...]

appena svegli

appena svegli di Chiara Valerio

Roma. Esterno giorno. Martedì, passando per Piazza Mazzini, mi sono imbattuta in un cartellone pubblicitario che recitava, lettere nere su bianco perla, “Perché piangere due volte?” sotto, in un corpo del testo appena più minuto, “funerali completi a partire da 99* euro” e più sotto ancora, in un corpo del testo minutissimo “*Tan 9,88% Tag 12,62 salvo approvazione NEOS FINANCE SPA”. Per avere un funerale completo mi basta dunque rinunciare al cinema dieci volte, che in una vita non è poi un grande sacrificio, anche se non ho la televisione. Specialmente se il contraltare è un bel funerale completo. Certo, non avendo un contratto a tempo indeterminato, potrei non avere accesso al finanziamento, in quel caso, sarebbe davvero umiliante, perché potrei non avere persone alle quali chiedere di fare da garante. Poi ho riso, perché la morte è sempre quella degli altri e perché mi sono ricordata di quando mia nonna, tanti anni fa, mi aveva mandato all’ufficio preposto del piccolo comune dove ancora vive a prenotarle un loculo vicino a quello di mio nonno. A destra preferibilmente. Io non pensavo che i loculi, oltre ad essere molto ambiti (“per terra è sporco”), fossero carissimi. Nonna, in ogni caso, non ne aveva fatto una questione di soldi, ma semplicemente, appunto. di posizione. Meglio a destra. Così, fatto un secondo giro della piazza per rileggere la pubblicità della grintosa agenzia di pompe funebri mi sono fermata con la moto e ho chiamato nonna, che da anni continua a risparmiare per il suo loculo prenotato. Le ho sottoposto la questione. Nonna mi ha detto che è vero che i funerali sono cari ma che non ci si mette a parlare di soldi, tanto in qualche modo si fa. In qualche modo, come ha già scritto Doroty Parker, comunque “Scusate le ceneri”. Sì, ha chiuso nonna, “Ma per terra è sporco”.

[queste righe sono state pubblicate su l'Unità, il 2 Febbraio 2012]

vox populi


il racconto

Quando mio marito Andrea mi si parò davanti in cucina, in piedi accanto alla lavastoviglie, con la polpa di fico spalmata in testa e le unghie sporche di fango, capii che non mi sbagliavo, veniva dal cimitero. Mentre lo calavano sottoterra, e io piangevo stretta fra Alice e Mia, avevo visto infatti un grande fico che si spingeva sulla bara come ad abbracciarlo, o forse sorreggerlo durante l’ultimo viaggio. Ed era pieno di frutti. Ultimo no, però, visto che quel giorno, martedì, me lo vidi davanti in cucina. Avevo il pentolino rosso in mano e stavo armeggiando da un po’ per farlo entrare in lavastoviglie, avevo spostato i bicchieri ma non c’entrava lo stesso, nemmeno un buco per infilarlo. Era mezzogiorno, circa.