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	<title>piazzaemezza &#187; le vignette di bea</title>
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	<description>la piazza dove pensare nottetempo</description>
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		<title>quella parola</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 09:52:54 +0000</pubDate>
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Qualche giorno fa, alla trasmissione otto e mezzo, l’attuale segretario del Pd Pier Luigi Bersani rispondeva all’insidiosa domanda di Lilli Gruber: “E’ vero che lei non ha paura di pronunciare la parola ‘sinistra’?”, con le parole: “no, non bisogna aver paura di pronunciare quella parola.”
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<p>Qualche giorno fa, alla trasmissione otto e mezzo, l’attuale segretario del Pd Pier Luigi Bersani rispondeva all’insidiosa domanda di Lilli Gruber: “E’ vero che lei non ha paura di pronunciare la parola ‘sinistra’?”, con le parole: “no, non bisogna aver paura di pronunciare quella parola.”</p>
<p>Domenica sera poi, alla trasmissione Che tempo che fa, il nostro segretario (cui è stata nel frattempo assegnata la sua garçonnière negli uffici RAI in modo da non doversi spostare continuamente per trascorrervi le serate), ha invitato a non temere di dichiararsi di ‘sinistra’. Chi non sapeva fino a quel momento di correre seri pericoli appartenendo all’ala più innocua dello schieramento delle forze e debolezze politiche, finisce per farsi delle domande. E se fosse veramente rischioso? Che cosa implica quella parola da renderci bersaglio di aggressioni per strada, denunce penali, malattie contagiose? Solo in parte le parole conclusive di Bersani ci tranquillizzano: alla solita domanda “dica una cosa di sinistra” enumera “i lavoratori, i deboli, subalterni, non abbienti, chi produce ma non controlla la produzione…”. Insomma, tutti tranne i padroni, i marginali, i disoccupati, gli extracomunitari, i poeti, i pacifisti, i lavoratori in nero, e via dicendo. Di sinistra sono categorie in fondo privilegiate, tranquille, col futuro assicurato, desiderose di pagare le tasse e di parcheggiare negli spazi consentiti. Perché mai, allora, dovrei spaventarmi, nascondermi, guardarmi le spalle? Chi mi può volere del male? Nasce il dubbio che Bersani non ce la conti giusta. Che in realtà ‘quella parola’ contenga significati più frizzanti, più sovversivi, più rivoluzionari. Così lo chiediamo a voi. Che cosa vi evoca la parola ‘sinistra’? Potreste citare tre (non una) ‘cose di sinistra’? Ce le volete dire per favore?<br />
E’ una domanda che, fatta a uno di destra, probabilmente avrebbe subito risposte pronte e precise. E quelli di sinistra lo sanno che cosa dicono quando pronunciano quella parola? Insomma, ce le sapete dire ‘tre parole di sinistra’?</p>
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