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articoli con la parola chiave
il fondo

la minoranza di Pomigliano

Nessuno si aspettava un risultato del genere dal referendum di Pomigliano. Col passare dei giorni la percentuale dei no diventa progressivamente preponderante sulla percentuale dei sì, come se quel 63%, che costituisce indiscutibilmente la maggioranza, fosse al contrario la minoranza. Sul manifesto del 25 giugno, il vecchio operaista Mario Tronti ha scritto “questa volta gli [...]

Tremonti e l’instant book

In una intervista rilasciata al giornalista Aldo Cazzullo, apparsa sul Corriere della sera il 31 maggio 2010, il ministro Tremonti afferma che la sua profezia si è avverata puntualmente, malgrado, deve verosimilmente intendersi, egli stesso si sia adoperato oltre il possibile per smentirla. Il ministro si riferisce a un suo libro intorno alla crisi finanziaria, [...]

la fiducia e i pregiudizi

Io ho tirato di spada insieme a D’Artagnan e l’ho battuto. Ho scacciato dal Nautilus la seppia gigante insieme a Nemo, sono tornata due volte a Tara insieme a Rossella O’Hara. Ho portato il cappello sull’isola quando nessuno sull’isola portava il cappello e mi hanno accusata. Ci ho messo ottanta giorni a girare il mondo [...]

Indagine su cittadini al di sotto di ogni sospetto

Al momento di scrivere non so ancora come siano andate le elezioni regionali, ma comunque, come ad ogni fase elettorale, riaffiora invece un bel problema, vale a dire l’esistenza reale o meno di un elettorato di destra. Sarà accaduto a molti e in svariati contesti e ambienti di fare delle critiche all’attuale governo e non [...]

Lo smalto non è neutro

Sono così felice, così felice che non voglio che questo momento passi, così mi tengo ferma con le mani alla sedia. (C. Lonzi) La mia idea di femminismo è sempre partita (e forse è rimasta chiusa) in Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf. La mia idea di femminismo ha sempre avuto [...]

emergenza

Emergenza è la parola con cui in Italia si legittima la complicità, la connivenza, l’omissione, l’ipocrisia. Emergenza, cioè un evento, una circostanza improvvisa che coglie di sorpresa, è da oltre trent’anni l’immigrazione, ma emergenza è ora anche la n’drangheta (la mafia, la camorra)! E naturalmente anche la perfetta sintesi dei due fenomeni, ovvero l’intero sistema [...]

a metà pomeriggio

Le potenze del sonno di Jacqueline Risset (nottetempo, 2009) mi ha fatto capire (a un’età in cui ci si può illudere di aver capito tutto) perché dormire di pomeriggio, nel cuore della giornata lavorativa, è la più sicura e semplice delle mie gioie quotidiane. È una gioia gratuita, non costa niente ed è, non [...]

Faulkner ha scritto una volta che il vero problema del nostro tempo è che non ci sono più problemi spirituali.
Il significato di questa diagnosi è più spietato di quanto sembri e ci riguarda molto da vicino. Che non ci siano più problemi spirituali, che essi non siano più sentiti come qualcosa di decisivo e di [...]

appena svegli

appena svegli di Ginevra Bompiani

Nella piccola bellissima città dove ho insegnato, ci sono sempre state diverse librerie. A una di queste mi sono servita per anni, portando i programmi dei corsi in anticipo perché potessero rifornire in tempo gli studenti, chiedendo e ottenendo qualsiasi libro di cui avessi bisogno, cercando e trovando da leggere, studiare, capire, divertirmi, pensare. I commessi e i direttori che si sono avvicendati erano sempre bravissimi, competenti, gentili e veloci. Mi ci muovevo in modo casalingo. Ci sono entrata quest’estate. Le pareti erano foderate di cartelli: sconti, saldi, promozioni, 25%, 30%, 35%… I libri in vetrina e sui tavoli illustravano i cartelli, la copertina mezza nascosta dal prezzo di sconto. I commessi, gli stessi di prima, stavano dietro al banco a incassare: un bel successo, direte voi! Ma per chi? Non per il lettore che come chiunque compri un’ ‘occasione’, non ha quel che vuole, ma paga quello che vuole il mercante; non per i commessi, ridotti a bottegai; non per la libreria, ridotta a un outlet, e nemmeno per la catena libraria (sto parlando di una libreria di catena, naturalmente), che si vede già rubato il mercato da Amazon che, alle stesse condizioni, ha un’offerta maggiore, e non ti fa fare né i due passi verso la libreria né la coda alla cassa. Sono uscita senza comprare, e mi sono avviata a una vecchia libreria indipendente. Questa era più vuota di gente, certo, ma piena di libri, senza neanche un cartello di sconto. L’autore che cercavo, il libraio lo conosceva benissimo e aveva tre o quattro libri suoi, sebbene non venisse ripubblicato da anni. Mi sono aggirata in quella libreria come un una veranda di fiori rari e profumati. Poi mi sono avvicinata al libraio e gli ho fatto i complimenti. “Resistiamo”, ha detto. Certo, resiste. E con lui resiste la cultura, resistono gli scrittori, quelli veri, i lettori, quelli veri, la libertà, quella vera. Non è una battaglia di retroguardia. A meno che pensiate che il nostro futuro sia senza scelta e senza qualità. A proposito, la città è Siena. La libreria indipendente si chiama Ticci. L’altra non lo dico, per simpatia per chi, innocente, ci lavora da anni.

vox populi


il racconto

di Cleophas Adrien Dioma
Non puoi raccontare il fallimento. Non puoi raccontare la notte. Non puoi raccontare il tempo che passa. Non puoi raccontare le domande. Ti alzi la mattina e non sai cosa fare. Questa è la vita di tanta gente che conosco. Avere degli amici non basta a colmare i vuoti. Avere delle persone che ti sorridono a volte non basta a poter sopportare il peso della vita. Penso ad una signora ghanese conosciuta tre anni fa. Avevo anche scritto un testo su di lei. Invalida, con pochi punti, non aveva diritto alla pensione e non riusciva più a lavorare. L’ho vista l’altro ieri. Matta. Parlava da sola.