piazzaemezza

la piazza dove pensare nottetempo

articoli con la parola chiave
clio pizzingrilli

è assai probabile

È assai probabile, a questo punto, che il governo cada. La crisi interna che lo sta consumando da molti mesi si combina ora con il ritorno di fiamma di una crisi finanziaria, manifestatasi nel 2008 e solo apparentemente risolta. Ciò che vari analisti prefigurano da tempo può verificarsi da un momento all’altro, quando all’Italia verrà [...]

particolari

Ci siamo chiesti, prima che cominciassero a trapelare le prime indiscrezioni sulla manovra finanziaria, su quali corpi sarebbero state applicate le sanguisughe. Ora sappiamo che la domanda avrà una risposta fra un paio di anni. Si potrebbe tirare un respiro di sollievo, se non che è ormai evidente che il governo non è più in [...]

attese

I milanesi raccontano che all’indomani del ballottaggio, man mano che si faceva ormai chiaro che ci si stava finalmente liberando dalla Moratti, da tutto il suo fascistume, la gente scendeva in strada – alcuni con un nastro arancione legato al braccio o al polso, fra i capelli o all’asola della giacca – e si raggruppava [...]

che cos’è un bene comune

Che cos’è un bene comune. L’acqua è un bene comune. Ma più di ogni altra cosa, bene comune è l’intelligenza collettiva, che invece viene insistentemente parcellizzata secondo interessi, competenze, finalità particolari. Questo bene comune viene ancora sempre alienato e viene da chiedersi se non convenga proporre un referendum per domandare ai cittadini se intendono che [...]

lo Stato buono

Pisapia ce l’ha fatta con l’aiuto dei vendoliani. De Magistris ce l’ha fatta con l’aiuto dei rifondaroli anti-vendoliani. Quello che ora conta è che non ci sia più la Moratti e che i Consentino boys siano temporaneamente fuori servizio. Però c’è un fatto: finisce sempre che ci si sente più sicuri dentro il tunnel, quando [...]

forza Italia

C’è notevole interesse intorno alla possibile nomina di Mario Draghi a presidente della banca centrale europea, il secondo istituto bancario mondiale. Forse si è ormai vicini al semaforo verde da parte degli stati europei più pesanti – la Merkel, in una intervista alla Zeit, ha dichiarato che la Germania “potrebbe” sostenere la candidatura di Draghi [...]

ciò che uno scrittore esibisce

La scrittura di David Foster Wallace è esemplare per molti aspetti della condizione dello scrittore nell’epoca attuale. Se si dovesse dire quale sia ciò che i tedeschi chiamano l’Ansatz di Wallace, si dovrebbe senza meno far riferimento al suo cupio dissolvi – tutte le narrazioni di Wallace sono pervase dall’ossessione della transitorietà di quel che [...]

la favola del primo maggio

Viene il primo maggio, una festa sempre ambigua, dal momento che si intitola al lavoro, ma del lavoro intenderebbe celebrare la fine, la fine almeno dal bisogno, che ne determina in ultima analisi la sottomissione. Ora, si direbbe, i nodi vengono al pettine. Alcuni sindaci, in primis quello ricevuto dal presidente del consiglio nella sua [...]

Habemus Papam

La formula ‘Habemus Papam’, nell’articolato apparato di norme che compone la liturgia cristiano-cattolica, riveste un significato molto netto ovvero colui il quale viene posto alla guida della Chiesa è avuto da coloro che a ciò lo hanno eletto. In altre parole, la formula non sta a indicare che da quel momento viene riconosciuto al Papa [...]

la questione rifiuti

C’è che si dichiara contrario per principio alla presenza in Italia di individui provenienti da paesi poveri; chi si dichiara tollerante verso questi medesimi, ma ritiene che l’attuale non sia il momento più opportuno, data la crisi economica, per ospitarli; c’è chi ne considera calcolatamente l’utilità produttiva e chiede però che vengano tenuti separati dagli [...]

appena svegli

appena svegli di Chiara Valerio

Matt Groening, creatore di The Simpson, del loro cielo e della loro terra natia Springfield, festeggia i 25 anni della serie con un’intervista nella sezione Art&Culture dello Smithsonian Magazine e rivela che delle 53 Springfield segnate sulle cartine degli Stati Uniti, quella a cui pensava, disegnando Homer e i suoi, è la più vicina a Portland, la città dove è nato e dunque la Springfield dei Simpson è in Oregon, a due ore di macchina da Portland. Che la Springfield dei Simpson sia lì non è tuttavia una notizia di carattere geografico. È solo una pessima notizia. La Springfield dell’Oregon è infatti un luogo, specifico, misurabile, raggiungibile mentre la Springfield dei Simpson era dovunque, anche in camera mia. O tua. La Springfield di Bart, di Lisa e degli altri era la galera di tutte le adolescenze di provincia, dei posti piccoli troppo per mantenere un riserbo qualsiasi. Tutto questo adesso è in Oregon. Perché Groening lo ha specificato dopo aver tenuto duro per anni, rispondendo “Sì, è proprio quella”, a tutti coloro che chiedevano “Ma è proprio questa la Springfield dei Simpson?”? Considerazioni personali e di un’adolescenza mai conclusa a parte, mi dispiace perché questa indefinitezza mandava avanti l’idea di letteratura come proliferazione verbale, collettiva, condivisa, falsificabile su persone e cose, non favoriva pellegrinaggi e ostensioni di case e corpi reali ma solo ipotesi narrative dalle quali gemmavano poi altri racconti che non miravano a un valore di verità ma solo alla condivisione, alla compagnia. A chi importa se “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno” sia proprio a Como? Se la letteratura è forte abbastanza “Quel ramo del lago di Como” non trasforma forse in se stesso qualsiasi ramo di lago?, Io, dopo aver letto Manzoni dico di Sì. E quindi, scusa Matt, ma per me Springfield rimane dovunque.

[queste righe sono state pubblicate su l'Unità il 13 Aprile 2012]

vox populi


il racconto

di Manfredi Bortoluzzi
Lo zio Procopio, in realtà zio della zia di mia madre, era partito per il Sudamerica quasi cent’anni fa. Aveva lasciato la casa colonica delle campagne venete per cercare fortuna nel lontano Perù dove si diceva che “anche la merda diventa oro”. Il guano, che ricopriva le isole della costa di Ica, aveva già riempito le tasche di molti imprenditori e l’industria peschiera non era da meno. Lo zio, contadino ma istruito, era sicuro che un giorno sarebbe ritornato a Meolo come un re, tra l’invidia generale dei compaesani. Di Procopio se ne parlò molto in effetti e per molto tempo, all’osteria della piazza e fino a Roncade dove tutti conoscevano la storia del contadino marinaio. Tuttavia non era delle sue infinite ricchezze che si parlava, ma della sua misteriosa scomparsa, dell’assoluto silenzio -erano passati più di quattro anni ormai- nel quale aveva lasciato la famiglia dall’arrivo, dopo alcuni mesi, al porto del Callao di Lima. Si era addirittura diffuso un proverbio in paese: quando qualcuno degli avventori dell’osteria si accomiatava per andarsene a casa in bicicletta gli altri lo ammonivano dicendogli scherzosamente “no sta’ far el Procopio, sa?”