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la piazza dove pensare nottetempo

articoli con la parola chiave
chiara valerio

i ragazzi stanno bene

Palazzo Chigi. Carlo Giovanardi, sottosegretario con delega per lotta alla droga, presentando la Relazione al Parlamento del 2011, ha dichiarato che la Relazione testimonia la diminuzione dei consumi di sostanze stupefacenti e di alcol. La rilevazione ha coinvolto circa 35mila studenti tra i 15 e i 19 anni e, nonostante il gradimento di marjiuana e [...]

esame

Se avessi dovuto sostenere la prova di maturità sarei stata indecisa tra la traccia di ambito storico politico, “Destra e Sinistra” e la traccia di ordine generale che a partire dalla frase di Andy Wharol – “Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti” – mi invitava a riflettere sull’industria televisiva e sui social media. [...]

tarallucci e vino

Campo de’ fiori. Intorno la gente parla come se fosse semplice. Tu guardi Giordano Bruno come se la sua faccia di bronzo potesse sorriderti con un Non fa niente o Lascia perdere ci sono infiniti mondi e infiniti modi basta solo lasciar cadere la n. Io capisco e ordino due Sauvignon e la mia n [...]

ho sognato l’acqua un’altra volta

Ho sognato l’acqua un’altra volta. Un’acqua cattiva, marrone, gonfia di terra. Non portava barche di carta e nemmeno zattere. Gioco né avventura. Un’acqua senza argini. Vasta tanto che, nel sogno o nel sonno, non riuscivo a capire da dove guardavo, a consolarmi nel punto di vista di un’isola o un naufragio, di un galleggiante o [...]

se potessi ti chiederei perdono

Si ravvisa, dunque, la necessità di elaborare una legge che contemperi il rispetto dell’esercizio della libertà del soggetto con la tutela della dignità di ogni uomo e del valore dell’inviolabilità della vita. (…) Il diritto di autodeterminazione (…) deve sempre lasciare uno spiraglio alla revisione e persino alla contraddizione. In caso contrario esso si trasforma [...]

mi basta accelerare

Le persone si spaventano, tremano e qualche volta piangono. Io no. Il motorino mi ha salvato. Da quando ce l’ho, se mi innervosisco o mi innamoro, mi basta accelerare. Non devo nemmeno cambiare le marce. Basta un poco di equilibrio. E capire che in movimento spostare il corpo significa spostare il mezzo, cosa che da [...]

la fiducia e i pregiudizi

Io ho tirato di spada insieme a D’Artagnan e l’ho battuto. Ho scacciato dal Nautilus la seppia gigante insieme a Nemo, sono tornata due volte a Tara insieme a Rossella O’Hara. Ho portato il cappello sull’isola quando nessuno sull’isola portava il cappello e mi hanno accusata. Ci ho messo ottanta giorni a girare il mondo [...]

Lo smalto non è neutro

Sono così felice, così felice che non voglio che questo momento passi, così mi tengo ferma con le mani alla sedia. (C. Lonzi) La mia idea di femminismo è sempre partita (e forse è rimasta chiusa) in Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf. La mia idea di femminismo ha sempre avuto [...]

pesci

Anche se Antonello Venditti, nato l’8 di marzo del ‘49, nella canzone Sotto il segno dei Pesci canta: Tutto quello che voglio è solamente amore, per questo segno l’ambizione è un motore importante, quanto, se non di più, la sfera affettiva. I problemi di salute, certe mortificazioni incassate nell’ondeggiante 2009, l’hanno ferito parecchio. Restano cicatrici [...]

Io appena sveglia apro la finestra. Con qualsiasi temperatura. Forse perché dormo così poco che non voglio respirare l’aria della notte un minuto di più. Come fosse un cattivo odore o profumo melenso. Io appena sveglia, da qualche anno a questa parte, mi trovo sempre con Santa Teresa sul letto, e non avrei mai detto [...]

appena svegli

appena svegli di Chiara Valerio

Matt Groening, creatore di The Simpson, del loro cielo e della loro terra natia Springfield, festeggia i 25 anni della serie con un’intervista nella sezione Art&Culture dello Smithsonian Magazine e rivela che delle 53 Springfield segnate sulle cartine degli Stati Uniti, quella a cui pensava, disegnando Homer e i suoi, è la più vicina a Portland, la città dove è nato e dunque la Springfield dei Simpson è in Oregon, a due ore di macchina da Portland. Che la Springfield dei Simpson sia lì non è tuttavia una notizia di carattere geografico. È solo una pessima notizia. La Springfield dell’Oregon è infatti un luogo, specifico, misurabile, raggiungibile mentre la Springfield dei Simpson era dovunque, anche in camera mia. O tua. La Springfield di Bart, di Lisa e degli altri era la galera di tutte le adolescenze di provincia, dei posti piccoli troppo per mantenere un riserbo qualsiasi. Tutto questo adesso è in Oregon. Perché Groening lo ha specificato dopo aver tenuto duro per anni, rispondendo “Sì, è proprio quella”, a tutti coloro che chiedevano “Ma è proprio questa la Springfield dei Simpson?”? Considerazioni personali e di un’adolescenza mai conclusa a parte, mi dispiace perché questa indefinitezza mandava avanti l’idea di letteratura come proliferazione verbale, collettiva, condivisa, falsificabile su persone e cose, non favoriva pellegrinaggi e ostensioni di case e corpi reali ma solo ipotesi narrative dalle quali gemmavano poi altri racconti che non miravano a un valore di verità ma solo alla condivisione, alla compagnia. A chi importa se “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno” sia proprio a Como? Se la letteratura è forte abbastanza “Quel ramo del lago di Como” non trasforma forse in se stesso qualsiasi ramo di lago?, Io, dopo aver letto Manzoni dico di Sì. E quindi, scusa Matt, ma per me Springfield rimane dovunque.

[queste righe sono state pubblicate su l'Unità il 13 Aprile 2012]

vox populi


il racconto

di Manfredi Bortoluzzi
Lo zio Procopio, in realtà zio della zia di mia madre, era partito per il Sudamerica quasi cent’anni fa. Aveva lasciato la casa colonica delle campagne venete per cercare fortuna nel lontano Perù dove si diceva che “anche la merda diventa oro”. Il guano, che ricopriva le isole della costa di Ica, aveva già riempito le tasche di molti imprenditori e l’industria peschiera non era da meno. Lo zio, contadino ma istruito, era sicuro che un giorno sarebbe ritornato a Meolo come un re, tra l’invidia generale dei compaesani. Di Procopio se ne parlò molto in effetti e per molto tempo, all’osteria della piazza e fino a Roncade dove tutti conoscevano la storia del contadino marinaio. Tuttavia non era delle sue infinite ricchezze che si parlava, ma della sua misteriosa scomparsa, dell’assoluto silenzio -erano passati più di quattro anni ormai- nel quale aveva lasciato la famiglia dall’arrivo, dopo alcuni mesi, al porto del Callao di Lima. Si era addirittura diffuso un proverbio in paese: quando qualcuno degli avventori dell’osteria si accomiatava per andarsene a casa in bicicletta gli altri lo ammonivano dicendogli scherzosamente “no sta’ far el Procopio, sa?”