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articoli con la parola chiave
berlusconi

stasera facciamo qualcosa di romantico…

Stasera facciamo qualcosa di romantico:
andiamo a goderci il tramonto di Berlusconi
(Stefano Pisani per Cattive Maniere, novembre 2011)
i vincitori del concorso il programma politico che vorrei… in sei parole sono
vincenzo ciampi con Uomini senza arroganza donne senza prezzo
marisa fois con Meglio di prima non ci basta!
alberina leone con Le tre F: Fermezza, Futuro, Fantasia
marco [...]

quo usque tandem

Fino a quando Catilina abuserai della nostra pazienza? Per quanto ancora ci ingannerai con i tuoi proclami? A quale limite si spingeranno le tue spudoratezze senza freni? Non ti dicono niente il presidio notturno del colle, le ronde in città, le paure del popolo, lo sconcerto delle persone perbene, questa sede del Senato che noi [...]

moralismo?

È curioso come, mentre il paese versa in uno stato di corruzione paralizzante, una delle accuse da cui deve difendersi chi leva la voce contro tale situazione è quella di moralismo. Ed è ancora più curioso che questa accusa venga un po’ da tutte le parti, da quelle più direttamente chiamate in causa, cioè dagli [...]

qcacdpvs

Quello che a conoscerlo di persona viene simpatico (vedi qui il nostro fondo del 22.1.2011) – d’ora in poi qcacdpvs – sembra riuscire a scapolarla anche ’sta volta. Ora lo scontro fra potere politico e potere giudiziario è conclamato – il prossimo 13 febbraio il PdL terrà una manifestazione oceanica in sostegno di qcacdpvs, che [...]

Berlusconi (quello che a conoscerlo di persona viene simpatico)

Se, all’epoca di Fanfani, Donat-Cattin, Rumor, lo strumento del sondaggio fosse stato noto, la DC, anche quando sprofondava negli scandali e nelle nefandezze più indicibili, avrebbe conosciuto il favore e il sostegno dell’opinione pubblica. È questa la forza dello status quo. Ora sarebbe buona regola astenersi dal parlare del tiranno, poiché solamente a nominarlo il [...]

la formula vigilanza democratica

Probabilmente non sono in pochi a pensare in giro che Berlusconi stia elaborando una soluzione, che gli consenta di restare dov’è. Ci sono di mezzo i suoi processi. Se i processi non vengono fermati, per lui si mette davvero male. Tanto vale tentare il botto. Il 12 novembre scorso, durante la trasmissione televisiva otto e [...]

Coraggio, un po’ di pessimismo!

Da due anni in qua, dall’elezione di Obama alla presidenza degli Stati Uniti, molti opinionisti si sono spesi a spiegare le ragioni per le quali statisti del tipo di Berlusconi avrebbero avuto le ore contate. Ciò nondimeno, Berlusconi, con tutto il suo seguito e il suo anticipo, è rimasto al proprio posto, se possibile si [...]

appena svegli

appena svegli di Chiara Valerio

Probabilmente mi meraviglio perché, con un po’ di rammarico, e per mancanza di tempo e spazio, non guardo più molto la televisione. Lo dico senza ironia, appartengo a una generazione che ha arricchito il proprio immaginario grazie e nonostante la televisione. Tuttavia, ieri sono rimasta impalata davanti a uno schermo televisivo nel quale passava, accompagnata dalla melodia de “L’italiano” di Toto Cutugno, la nuova pubblicità del Superenalotto. Il refrain, modificato all’uopo, suonava “Lasciatemi sognare con la schedina in mano”. Già il legame tra sogni e un gioco dove il banco vince sempre, quindi di finto azzardo, mi annoia, perché i sogni sono azzardi, e ognuno ha i suoi, ma la rassegna dei sogni che la Sisal e dunque, in qualche modo lo Stato, attribuisce ai suoi utenti-cittadini, mi spaventa e mi impoverisce moltissimo. Nella pubblicità i sogni degli uomini sono, produrre vino, produrre un film, diventare presidente di una squadra di calcio, sistemare una società, regalare un milione di euro agli amici, allevare cavalli, sposare una donna e portarla via. Quelli delle donne sono rimanere nuda tutta la giornata in una vasca da bagno piena di schiuma a bere champagne, godere di un parchetto attrezzato di giochi per i bambini e un futuro splendente per i figli. I sogni degli uomini sono sostanzialmente lavori, i sogni delle donne sono attese di corteggiamento e prosperità. Niente follie, niente giro del mondo, niente sigari accesi con le banconote da cinquecento euro, nessuno spreco, nessuna grandeur, solo l’incredibile luminescente banalità di tutti i mestieri che statisticamente paiono invidiabili. Dopo il gioco d’azzardo che metteva in palio lo stipendio, adesso il superenalotto che ripropone un immaginario tabloid obsoleto e già vecchio. Va bene.

[queste righe sono state pubblicate su l'Unità, il 16 Febbraio 2012]

vox populi


il racconto

Quando mio marito Andrea mi si parò davanti in cucina, in piedi accanto alla lavastoviglie, con la polpa di fico spalmata in testa e le unghie sporche di fango, capii che non mi sbagliavo, veniva dal cimitero. Mentre lo calavano sottoterra, e io piangevo stretta fra Alice e Mia, avevo visto infatti un grande fico che si spingeva sulla bara come ad abbracciarlo, o forse sorreggerlo durante l’ultimo viaggio. Ed era pieno di frutti. Ultimo no, però, visto che quel giorno, martedì, me lo vidi davanti in cucina. Avevo il pentolino rosso in mano e stavo armeggiando da un po’ per farlo entrare in lavastoviglie, avevo spostato i bicchieri ma non c’entrava lo stesso, nemmeno un buco per infilarlo. Era mezzogiorno, circa.