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la piazza dove pensare nottetempo

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appena svegli

la gelosia delle lingue

Alcuni mesi fa ho ricevuto un invito dall’istituto Italiano di Cultura in Córdoba (Argentina) per una serie d’incontri con studenti e professori. Ho accettato con piacere senza rendermi conto di quanto possa essere paradossale tornare al mio paese, dal quale manco da circa vent’anni, per parlare in italiano a un pubblico argentino. Allora in questi [...]

il libro è un’occasione solo se è quello che cercavi!

Nella piccola bellissima città dove ho insegnato, ci sono sempre state diverse librerie. A una di queste mi sono servita per anni, portando i programmi dei corsi in anticipo perché potessero rifornire in tempo gli studenti, chiedendo e ottenendo qualsiasi libro di cui avessi bisogno, cercando e trovando da leggere, studiare, capire, divertirmi, pensare. [...]

scegliete i libri, non gli sconti

Un’altra cattiva legge è passata. Con silenziosa arroganza, la legge sul prezzo del libro, deprecata dai suoi stessi difensori (secondo l’idea nata chissà dove che ‘una cattiva legge è meglio di nessuna legge’), è passata il 14 luglio in commissione alla Camera. Questa legge finge di arginare, ma in realtà ufficializza, la trasformazione del libro [...]

l’Italia funesta

Dovremo ricordarcela la giornata di ieri, 19 giugno 2010, come quelle giornate che annunciano una svolta, che forse potevamo evitare se solo avessimo ascoltato, con cuore attento, i suoi segni: la giornata in cui 5000 operai di Pomigliano sfilano per firmare un contratto che toglie loro i diritti conquistati, senza timore di costituire un precedente; [...]

come nella pubblicità

Quando viene ritrovato il cadavere di un uomo, quasi sempre è vestito, quando ne viene ritrovato uno di una donna, il più delle volte è nudo. Un dato così ovvio da passare in secondo piano. Il corpo di una donna dev’essere nudo per definizione e quello di una donna uccisa lo è ancora di più [...]

ognuno sta solo

Non fumerò stamattina. Ieri ho fumato troppo. Solo il pensiero della sigaretta mi dà voltastomaco. Non fumerò dopo il caffè, almeno. Le sigarette fumate di mattina sono le peggiori. Ho già i polmoni bucati. Me lo sento. Quindi prenderò il caffè e non fumerò. Ho quattro sigarette nel pacchetto. Potrei addirittura smettere oggi. Il segreto [...]

altre notti

Per tutto il tempo della notte il bambino ha pianto. Ricordo d’essere rimasta a letto e d’aver immaginato in qualche modo che per me era giusto così. Ci sono state altre notti uguali e finisce sempre che lui smetta di colpo, appena la sete, un rumore alla finestra o l’acqua in circolo nel termosifone mi [...]

di cosa si parla quando si parla d’amore

E’ il colmo che dopo averci infradiciato tante parole con la loro ipocrita melassa, ora dobbiamo svegliarci disappropriati della parola ‘amore’. Con la differenza che la parola ‘amore’, nel senso di sesso, di fregna, di mignotta, di scambio mercantile, nella loro bocca ha una sua spuria autenticità. Mentre libertà, per esempio (usata al posto di [...]

qualunque lettore anonimo

Quale immagine si fa lo scrittore, colui che detiene e agisce la parola entro un ambito monetizzato che talora ricusa, del proprio lettore? La domanda equivale grosso modo a chiedersi per chi venga scritto il libro, ciò che, ulteriormente, è contiguo al tema kierkegaardiano della comunicazione ovvero la comunicazione non è del sapere, ma del [...]

di una qualche verità

Da sempre, fin dal brivido dei primordi, gli uomini hanno vissuto il risveglio come una rinascita, dal sonno che li cancellava dalla coscienza e dalla notte densa di pericoli veri e di incubi immaginari. Anche io, come tutti, o almeno come molti, perché esistono lucide eccezioni, nei miei anni giovanili e sia pure in maniera [...]

appena svegli

appena svegli di Chiara Valerio

Matt Groening, creatore di The Simpson, del loro cielo e della loro terra natia Springfield, festeggia i 25 anni della serie con un’intervista nella sezione Art&Culture dello Smithsonian Magazine e rivela che delle 53 Springfield segnate sulle cartine degli Stati Uniti, quella a cui pensava, disegnando Homer e i suoi, è la più vicina a Portland, la città dove è nato e dunque la Springfield dei Simpson è in Oregon, a due ore di macchina da Portland. Che la Springfield dei Simpson sia lì non è tuttavia una notizia di carattere geografico. È solo una pessima notizia. La Springfield dell’Oregon è infatti un luogo, specifico, misurabile, raggiungibile mentre la Springfield dei Simpson era dovunque, anche in camera mia. O tua. La Springfield di Bart, di Lisa e degli altri era la galera di tutte le adolescenze di provincia, dei posti piccoli troppo per mantenere un riserbo qualsiasi. Tutto questo adesso è in Oregon. Perché Groening lo ha specificato dopo aver tenuto duro per anni, rispondendo “Sì, è proprio quella”, a tutti coloro che chiedevano “Ma è proprio questa la Springfield dei Simpson?”? Considerazioni personali e di un’adolescenza mai conclusa a parte, mi dispiace perché questa indefinitezza mandava avanti l’idea di letteratura come proliferazione verbale, collettiva, condivisa, falsificabile su persone e cose, non favoriva pellegrinaggi e ostensioni di case e corpi reali ma solo ipotesi narrative dalle quali gemmavano poi altri racconti che non miravano a un valore di verità ma solo alla condivisione, alla compagnia. A chi importa se “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno” sia proprio a Como? Se la letteratura è forte abbastanza “Quel ramo del lago di Como” non trasforma forse in se stesso qualsiasi ramo di lago?, Io, dopo aver letto Manzoni dico di Sì. E quindi, scusa Matt, ma per me Springfield rimane dovunque.

[queste righe sono state pubblicate su l'Unità il 13 Aprile 2012]

vox populi


il racconto

di Manfredi Bortoluzzi
Lo zio Procopio, in realtà zio della zia di mia madre, era partito per il Sudamerica quasi cent’anni fa. Aveva lasciato la casa colonica delle campagne venete per cercare fortuna nel lontano Perù dove si diceva che “anche la merda diventa oro”. Il guano, che ricopriva le isole della costa di Ica, aveva già riempito le tasche di molti imprenditori e l’industria peschiera non era da meno. Lo zio, contadino ma istruito, era sicuro che un giorno sarebbe ritornato a Meolo come un re, tra l’invidia generale dei compaesani. Di Procopio se ne parlò molto in effetti e per molto tempo, all’osteria della piazza e fino a Roncade dove tutti conoscevano la storia del contadino marinaio. Tuttavia non era delle sue infinite ricchezze che si parlava, ma della sua misteriosa scomparsa, dell’assoluto silenzio -erano passati più di quattro anni ormai- nel quale aveva lasciato la famiglia dall’arrivo, dopo alcuni mesi, al porto del Callao di Lima. Si era addirittura diffuso un proverbio in paese: quando qualcuno degli avventori dell’osteria si accomiatava per andarsene a casa in bicicletta gli altri lo ammonivano dicendogli scherzosamente “no sta’ far el Procopio, sa?”