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	<title>piazzaemezza &#187; alberto manguel</title>
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	<description>la piazza dove pensare nottetempo</description>
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		<title>kindlegarten</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 11:43:30 +0000</pubDate>
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Come tutte le case editrici italiane ci stiamo chiedendo se l’eBook sia solo un oggetto (anche se dematerializzato) o sia una possibilità per il libro. Come tutte le persone appassionate di libri abbiamo seguito con una certa scettica epica del cambiamento le vendite di kindle, il supporto eBook sponsorizzato da Amazon e ci siamo grattati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.piazzaemezza.it/wp/wp-content/uploads/2010/02/kindlebooks12.JPG" alt="kindlebooks1" title="kindlebooks1" width="461" height="317" class="alignnone size-full wp-image-229" /></p>
<p>Come tutte le case editrici italiane ci stiamo chiedendo se l’eBook sia solo un oggetto (anche se dematerializzato) o sia una possibilità per il libro. Come tutte le persone appassionate di libri abbiamo seguito con una certa scettica epica del cambiamento le vendite di kindle, il supporto eBook sponsorizzato da Amazon e ci siamo grattati il mento curiosi quando a Natale duemilanove, negli Stati Uniti, le vendite di eBook hanno sorpassato le vendite dei libri di carta. <span id="more-230"></span>Abbiamo tenuto Kindle in mano, ci abbiamo letto sopra un paio di pagine, ci siamo meravigliati del piccolo schermo, fermo che pare un foglio, e ci siamo un poco emozionati perché la tecnologia, sviluppata da una costola del MIT, somiglia moltissimo a una composizione quattrocentesca della stampa. Lo schermo di Kindle non è infatti a cristalli liquidi e retroillumiato, come un portatile o un cellulare, ma è un pannello, una pellicola, in cui sferette trasparenti ruotano, seguendo un impulso elettrico, per assemblare parole che possano essere lette comodamente anche sotto il sole. Le gocciole di inchiostro sotto lo schermo di Kindle funzionano insomma proprio come caratteri a stampa. Qui a nottetempo siamo curiosi e quando ci hanno chiesto come intendevamo muoverci sugli eBook abbiamo risposto che in Italia abbiamo ancora un po’ di tempo per riflettere, <a href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/ginevra_bompiani_nottetempo131209.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/ginevra_bompiani_nottetempo131209.html?referer=');">che non saremo i primi a muoverci ma neppure gli ultimi</a>. In effetti, sulle forme del libro, ci siamo sempre interrogati e abbiamo agito come quelli che provano a cercare una risposta. Per esempio abbiamo lanciato i <a href="http://home.edizioninottetempo.it/catalogo/i-sassi/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/home.edizioninottetempo.it/catalogo/i-sassi/?referer=');">sassi</a> (senza nascondere la mano) e adesso, quando entrate in libreria, potete osservare quanto la misura sasso si sia riprodotta, quasi i sassi fossero semi!, e adesso è una misura condivisa da Adelphi e da Sellerio per dirne due. A nottetempo sappiamo che le idee non sono di nessuno, che girano per l’aere tranquillo e condividerle ci rende lieti e fa sì che continuiamo a domandarci e ad azzardare risposte. Per tornare all’ebook, Kindle o il lettore Ipad di Apple o affini, sono una forma del libro o sono il futuro designato del libro? In un paese dove pochi leggono molto e molti non leggono affatto, Kindle sarà in grado di consegnare il piacere e l’inquietudine della lettura in mano a quelli che prima non avrebbero preso in considerazione un libro o no?, il fatto che kindle permette di scaricare in tempo reale i libri da Amazon e che Amazon scelga quali libri digitalizzare prima di altri, permette per esempio ad Amazon di indirizzare le letture e dunque <a href="http://www.dailykos.com/story/2010/1/25/829918/-Does-Amazon.com-support-right-wing-lunatics" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.dailykos.com/story/2010/1/25/829918/-Does-Amazon.com-support-right-wing-lunatics?referer=');">le opinioni dei lettori</a>? Qui a nottetempo, tra l’idea di regime dialettico (e non solo) di <em>Mattino bruno </em>di Frank Pavloff e lo <em>Stevenson sotto le palme </em>di Manguel che, come Sant’Agostino, ringrazia Dio di non averlo fatto responsabile dei propri sogni, abbiamo chiesto a Francesco Cataluccio di dirci, anzi di scriverci,  <a href="http://www.radio.rai.it/radio3/view.cfm?Q_EV_ID=307515" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.radio.rai.it/radio3/view.cfm?Q_EV_ID=307515&amp;referer=');"><em>Che fine faranno i libri </em></a>. E per intanto, lo chiediamo anche a voi che ci leggete. <strong>Che fine faranno i libri?</strong></p>
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		<title>se i libri spezzano il cuore</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 14:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
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A nottetempo ci preoccupiamo di testare le vostre coronarie. Forti dell’adagio di Virginia Woolf Oh quanti libri!- non ti si spezza il cuore a pensare a me con questa passione, eternamente divorata dal desiderio di leggere, anche quest’anno vi spezziamo il cuore con i nostri libri. E per dimostrarvi, che come di consueto, le nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-186" title="pag2" src="http://www.piazzaemezza.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/pag2.jpg" alt="pag2" width="461" height="309" /></p>
<p>A <strong>nottetempo</strong> ci preoccupiamo di testare le vostre coronarie. Forti dell’adagio di Virginia Woolf <em>Oh quanti libri!- non ti si spezza il cuore a pensare a me con questa passione</em>, eternamente divorata dal desiderio di leggere, anche quest’anno vi spezziamo il cuore con i nostri libri. E per dimostrarvi, che come di consueto, le nostre intenzioni sono pure, <strong>piazzaemezza</strong> inaugura il duemiladieci con un tema che è tutta una anticipazione della nostra narrativa dei prossimi mesi.<br />
<span id="more-189"></span><br />
Fra pochi giorni in libreria <em>Due di tutto e una valigia</em> di Mila Venturini, la storia di un divorzio, due fratelli, due genitori e non solo, nonni, baby sitter dell’est e uno sguardo tragicomico che tende sia sorprese che pensieri. Si prosegue con Eleonora Sottili che con <em>Il futuro è nella plastica</em> ci accompagna nelle giornate torinesi di Arturo, un Benjamin Braddok delle langhe <em>con una stupefacente propensione a trovare le cose che ti si possono fermare in gola</em>, comincia a fotografare il mondo e si innamora forse di una donna che in TV guarda Willy il coyote. <em>Il futuro è nella plastica</em> si legge come se qualcuno lo raccontasse in penombra sotto una tenda indiana costruita in salotto con le lenzuola.</p>
<p>Alberto Manguel, lettore e scrittore colto, vorace e curiosissimo, ne <em>Il ritorno</em>, racconta del rapporto tra libri e dittatura in un luogo immaginario che però è il fantasma dell’Argentina di oggi dove la giustizia si è volatilizzata insieme al lavoro e ai risparmi dei liberi cittadini. Karin Alvtegen viene dalla Svezia, come Mankell, Stieg Larsson e Lidqvist, e come loro scrive gialli, in <em>Ombra</em> un’impiegata del comune di Stoccolma si trova a scavare nella vita del premio Nobel Axel Ragnerfeldt e si trova ben presto coinvolta in una palpitante indagine sulle imposture, le misteriose sparizioni e gli oscuri segreti che circondano la figura del figlio di Axel, spregiudicato, ambizioso e… ancora suspence con Josephine Tey, la signora scozzese del giallo, che ne <em>Il caso Franchise</em>, scava nelle piccole ferocie di provincia e nella vita tranquilla di Marion Shape e sua madre quando la giovanissima Betty Kane, scomparsa per un mese, accusa entrambe di essere state i carcerieri della sua prigionia. I delitti a nottetempo non finiscono, anzi se ne stanno, come per Agata Christie, <em>as evil under the sun</em> perché in maggio Rosetta Loy, una delle maggiori scrittrici italiane, con mani e gomiti immersi nella cronaca racconta nel suo <em>Cuori Infranti</em> e con un italiano struggente e a tratti miracoloso, la premeditazione, la follia, l’umano troppo umano dei delitti di Erba e di Novi Ligure.</p>
<p>Senza sangue ma con l’esattezza di una lama Elisa Ruotolo, in <em>Ho rubato la pioggia</em>, racconta una provincia campana viva e superstiziosa, commovente e ricca di mestieri inverosimili da tempi immemorabili, costruendo un mondo di tranquilla ineluttabilità e sospendendolo, anche per un solo attimo, a quei piccoli scarti della vita che somigliano al destino. Destino che hanno pure gli oggetti se ne <em>Il trasloco</em> Paolo Morelli scrive di un uomo che comincia col passare da un appartamento vecchio a uno nuovo e finisce fuggendo per i tetti di Roma dopo che il suo fidato computer comincia a cambiargli le parole senza rispettare il senso della grammatica e delle intenzioni.</p>
<p>E, per un attimo di respiro, dopo letture rocambolesche, un attimo di voyeurismo insieme a Jonathan Littell, che in <em>Racconto su niente</em>, ferma un momento di una giornata qualsiasi e lo fa esplodere, frazione di secondo per frazione di secondo per fare eco con la sua quotidianità in quella di tutti gli ossessivi e i visionari. E dei lettori nottetempo.</p>
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