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	<title>piazzaemezza &#187; il tema</title>
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	<description>la piazza dove pensare nottetempo</description>
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		<title>7 febbraio 1812</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
nottetempo festeggia il bicentenario della nascita di Charles Dickens (1812 &#8211; 1870) con l&#8217;incipit di Senza uscita (C. Dickens, W. Collins, nottetempo, 2003, trad. di Marina Premoli)&#8230; 
Siamo a Londra, davanti alla ruota dove vengono deposti i bambini abbandonati. Una madre velata indaga sul nome che hanno dato al suo bambino. Ne segue uno scambio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/About/General/2012/2/6/1328541676662/Charles-Dickens-c1850-007.jpg" alt="" width="460" height="276" /></p>
<p><span style="color: #800000;">nottetempo festeggia il bicentenario della nascita di <strong>Charles Dickens </strong>(1812 &#8211; 1870) con l&#8217;incipit di <strong><em>Senza uscita</em></strong> (C. Dickens, W. Collins, nottetempo, 2003, trad. di Marina Premoli)&#8230; </span></p>
<p><span style="color: #800000;">Siamo a Londra, davanti alla <em>ruota</em> dove vengono deposti i bambini abbandonati. Una madre velata indaga sul nome che hanno dato al suo bambino. Ne segue uno scambio di persona, che dà l’avvio a una girandola di peripezie: un amore contrastato, un delitto nella neve, uno che sembrava amico e non lo è, uno che sembrava morto e non lo è. Una serie di scambi, nell’umore comico-misterioso di Collins, nutrito dalla precisa umanità di Dickens. Un piccolo capolavoro, inedito in italiano, scritto nel 1867 da due grandi amici che sono anche fra i maggiori scrittori inglesi dell’ottocento.</span></p>
<p>Giorno, mese e anno, trenta novembre milleottocentotrentacinque. Ora di Londra al grande orologio di Saint Paul, le dieci di sera. Tutte le chiese minori di Londra sforzano le loro gole metalliche. Qualcuna sfacciatamente precede la pesante campana della grande Cattedrale; qualche altra, in ritardo, dopo tre, quattro colpi, attacca con una mezza dozzina; tutte vanno d’accordo quanto basta per lasciare nell’aria una risonanza, come se il padre alato che divora i propri figli avesse menato un colpo sonoro con la sua falce gigantesca in volo sulla città. Che cos’è questo orologio più flebile di tutti, o quasi, e più vicino all’orecchio, così indietro stanotte che rintocca quando degli altri rimane solo la vibrazione? È l’orologio dell’Ospedale dei Trovatelli.</p>
<p>C’era un tempo in cui i trovatelli erano ricevuti senza domande in una culla davanti al portone. Ora i tempi sono cambiati, si fanno indagini sul loro conto e sono tolti quasi come un favore alle madri, che rinunciano per sempre a ogni naturale notizia e pretesa su di loro. È luna piena e la notte è serena con nubi leggere. La giornata è stata tutt’altro che serena, perché una fanghiglia densa di neve sciolta impastata dallo sgoc ciolare della fitta nebbia copre nera le strade. La dama velata che va irrequieta su e giù, all’ingresso posteriore dell’Ospedale dei Trovatelli, ha bisogno di essere ben coperta stanotte.</p>
<p>Va avanti e indietro irrequieta, evitando il posteggio delle carrozze, e sostando spesso nell’ombra all’angolo occidentale del grande muro quadrato, col viso rivolto al portone. Come sopra di lei c’è la purezza del cielo illuminato dalla luna, e sotto di lei la sozzura del marciapiede, così la sua mente non sarà forse divisa fra due visuali di riflessione e d’esperienza? Come le sue orme incrociandosi ripetutamente una sull’altra hanno tracciato un labirinto nel fango, così il suo percorso nella vita non sarà forse avviluppato in un intrico fitto e inestricabile? Il portone posteriore dell’Ospedale dei Trovatelli si apre e ne esce una giovane donna.</p>
<p>La signora rimane in disparte, osserva con attenzione, vede che il portone si richiude senza rumore dall’interno e segue la giovane. Due o tre strade vengono attraversate in silenzio prima che la dama, seguendo da presso l’oggetto della sua attenzione, allunghi la mano e la tocchi. Allora la giovane si ferma e si guarda intorno, sorpresa. “Ieri notte lei mi ha sfiorata, ma quando mi sono voltata non ha parlato. Perché mi segue come un muto fantasma?” “Non è,” replicò la dama a bassa voce, “che non volessi parlare, solo che quando ho tentato non ho potuto”.</p>
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		<title>nulla è in regalo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2 febbraio 2012]]></category>
		<category><![CDATA[nulla è in regalo]]></category>
		<category><![CDATA[obituary]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Wisława Szymborska]]></category>

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		<description><![CDATA[
Wisława Szymborska
Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1 febbraio 2012


Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.
È così che è stabilito,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.
È troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://voiceseducation.org/sites/default/files/images/szymborska_czaplinski.jpeg" alt="" width="370" height="400" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Wisława Szymborska</strong></p>
<p style="text-align: center;">Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1 febbraio 2012</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Nulla è in regalo, tutto è in prestito.<br />
Sono indebitata fino al collo.<br />
Sarò costretta a pagare per me<br />
con me stessa,<br />
a rendere la vita in cambio della vita.</p>
<p>È così che è stabilito,<br />
il cuore va reso<br />
e il fegato va reso<br />
e ogni singolo dito.</p>
<p>È troppo tardi per impugnare il contratto.</p>
<p>Quanto devo<br />
Mi sarà tolto con la pelle.</p>
<p>Me ne vado per il mondo<br />
tra una folla di altri debitori.</p>
<p>Su alcuni grava l&#8217;obbligo<br />
di pagare le ali.</p>
<p>Altri dovranno, per amore o per forza,<br />
rendere conto delle foglie.</p>
<p>Nella colonna Dare<br />
ogni tessuto che è in noi.<br />
Non un ciglio, non un peduncolo<br />
da conservare per sempre.</p>
<p>L&#8217;inventario è preciso,<br />
e a quanto pare<br />
ci toccherà restare con niente.</p>
<p>Non riesco a ricordare<br />
dove, quando e perché<br />
ho permesso che aprissero<br />
questo conto a mio nome.</p>
<p>La protesta contro di esso<br />
la chiamiamo anima.</p>
<p>E questa è l&#8217;unica voce<br />
che manca nell&#8217;inventario.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>sottosopra</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 10:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[milena agus]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[nottetempo]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Prima di conoscere la signora di sotto e il signore di sopra non ho mai avuto interesse per la vecchiaia. I miei genitori, vecchi, non hanno fatto in tempo a diventarlo, mio padre si è ammazzato talmente presto e mia mamma è tornata come una bambina. I nonni non li vedo mai e la ragazza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1498 aligncenter" title="-1" src="http://www.piazzaemezza.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/11.jpg" alt="-1" width="344" height="448" /></p>
<p>Prima di conoscere la signora di sotto e il signore di sopra non ho mai avuto interesse per la vecchiaia. I miei genitori, vecchi, non hanno fatto in tempo a diventarlo, mio padre si è ammazzato talmente presto e mia mamma è tornata come una bambina. I nonni non li vedo mai e la ragazza che assiste mamma è giovane.</p>
<p>Comunque, di sicuro, nessun vecchio avrebbe mai potuto accendere la mia immaginazione. Nessuno tranne la signora di sotto e il signore di sopra. E ora non vedo piú la vecchiaia come il buio, ma come un guizzo di luce, magari l’ultimo.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="color: #ff0000;">il nuovo emozionante romanzo di Milena Agus<br />
in libreria dal 26 gennaio</span></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>questo non è&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 09:03:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[articolo 18]]></category>
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		<description><![CDATA[
questo non è l&#8217;articolo 18!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.fsegrosseto.com/forum/facebook/totem.jpg" alt="" width="468" height="311" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;">questo non è l&#8217;articolo 18!</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>in fiera nottetempo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 15:20:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
nottetempo a Più libri più liberi &#8211; STAND E11 &#8211; Fiera della piccola e media editoria (Roma, Palazzo dei Congressi, Piazzale Kennedy 1 (Eur)) 7 &#8211; 11 dicembre 2011
Venerdí 9 dicembre ore 16.00 Sala Smeraldo
Il misterioso caso di Vilcabamba: Eterna giovinezza di Ricardo Coler
Intervengono insieme all’autore Edoardo Boncinelli e Gilberto Corbellini
Sabato 10 dicembre ore 17.00 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.alternativasostenibile.it/archivio/2011/12/05/images/piu-libri-piu-liberi-roma-2011-programma_560x300.jpg.gif" alt="" width="462" height="247" /></p>
<p>nottetempo a Più libri più liberi &#8211; STAND E11 &#8211; Fiera della piccola e media editoria (Roma, Palazzo dei Congressi, Piazzale Kennedy 1 (Eur)) 7 &#8211; 11 dicembre 2011</p>
<p><strong>Venerdí 9 dicembre ore 16.00 Sala Smeraldo</strong><br />
Il misterioso caso di Vilcabamba: <em>Eterna giovinezza </em>di Ricardo Coler<br />
Intervengono insieme all’autore Edoardo Boncinelli e Gilberto Corbellini</p>
<p><strong>Sabato 10 dicembre ore 17.00 Sala Rubino</strong><br />
Dalla cronaca al romanzo:<em> Il sogno del villaggio dei Ding</em> di Yan Lianke<br />
Intervengono insieme all’autore Ginevra Bompiani e Renata Pisu</p>
<p><strong>Sabato 10 dicembre ore 18.30 presso lo stand nottetempo (stand E 11)</strong><br />
Aperitivo con gli autori</p>
<p><strong>Domenica 11 dicembre ore 17.00 Sala Smeraldo</strong><br />
Se una catastrofe genera una favola: <em>I demoni del deserto </em>di Bijan Zarmandili<br />
Interviene insieme all’autore Antonia Arslan. Letture di Paola Pitagora.</p>
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		<title>stasera facciamo qualcosa di romantico&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 16:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Stasera facciamo qualcosa di romantico:
andiamo a goderci il tramonto di Berlusconi
(Stefano Pisani per Cattive Maniere, novembre 2011)
i vincitori del concorso il programma politico che vorrei&#8230; in sei parole sono
vincenzo ciampi con Uomini senza arroganza donne senza prezzo 
marisa fois con Meglio di prima non ci basta! 
alberina leone con Le tre F: Fermezza, Futuro, Fantasia
marco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://images.travelpod.com/users/elisa.landi/1.1291046935.sunset.jpg" alt="" width="389" height="292" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Stasera facciamo qualcosa di romantico:<br />
andiamo a goderci il tramonto di Berlusconi</strong></p>
<p style="text-align: center;">(Stefano Pisani per <a href="https://www.facebook.com/pages/Cattive-Maniere-NEW-Fan-Page/136112416437053" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/pages/Cattive-Maniere-NEW-Fan-Page/136112416437053?referer=');">Cattive Maniere</a>, novembre 2011)</p>
<p>i vincitori del concorso <strong>il programma politico che vorrei&#8230; in sei parole</strong> sono</p>
<p style="text-align: center;"><strong>vincenzo ciampi </strong>con <em>Uomini senza arroganza donne senza prezzo </em><br />
<strong>marisa fois</strong> con <em>Meglio di prima non ci basta! </em><br />
<strong>alberina leone</strong> con <em>Le tre F: Fermezza, Futuro, Fantasia</em><br />
<strong>marco oliviero </strong> con <em>Bar Aratro: il ritrovo dove ripartire </em><br />
<strong>Martina</strong> con <em>Dialogo aperto a bisogni e speranze</em><br />
<strong>Laura</strong> con <em>Riprendiamoci il volto umano dell&#8217;esistenza</em></p>
<p><span style="color: #800000;"> Dopo <em>Il programma politico che vorrei&#8230; in sei parole</em> e dopo questo tramonto meraviglioso che ci siamo goduti sabato, nottetempo lancia, per le prossime due settimane <strong><em>il mio premier in sei parole</em></strong>. Potete partecipare scrivendo sul nostro profilo <a href="http://www.facebook.com/#!/edizioni.nottetempo" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/_/edizioni.nottetempo?referer=');">facebook</a> o a <span style="color: #ff6600;">commerciale@edizioninottetempo.it</span>.</span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">La premiazione del concorso appena concluso, dei precedenti e dei prossimi avverrà durante la festa di Natale di nottetempo prevista per la terza settimana di dicembre nella nostra sede in Via Zanardelli, 34 Roma. Chi non potrà esserci riceverà i libri a casa.</span><br />
</span></p>
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		<title>quo usque tandem</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 14:58:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[
Fino a quando Catilina abuserai della nostra pazienza? Per quanto ancora ci ingannerai con i tuoi proclami? A quale limite si spingeranno le tue spudoratezze senza freni? Non ti dicono niente il presidio notturno del colle, le ronde in città, le paure del popolo, lo sconcerto delle persone perbene, questa sede del Senato che noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1428" title="berlusconi_catilina" src="http://www.piazzaemezza.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/berlusconi_catilina1.jpg" alt="berlusconi_catilina" width="450" height="350" /></p>
<p>Fino a quando Catilina abuserai della nostra pazienza? Per quanto ancora ci ingannerai con i tuoi proclami? A quale limite si spingeranno le tue spudoratezze senza freni? Non ti dicono niente il presidio notturno del colle, le ronde in città, le paure del popolo, lo sconcerto delle persone perbene, questa sede del Senato che noi continuiamo a presidiare, le nostre bocche e i nostri volti non ti dicono niente? Non t&#8217;accorgi che i tuoi scopi sono chiari, che la tua congiura è pregiudicata perché ormai ne conosciamo i fini? Pensi forse che ignoriamo i tuoi movimenti nella prossima notte o in quella precedente, dove tu ti sia fermato, chi tu abbia convocato, quali suggerimenti tu abbia raccolto?</p>
<p style="text-align: right;">Cicerone, <em>Catilinaria I</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>la mia vita in sei parole</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 14:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[la mia vita in sei parole]]></category>
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		<description><![CDATA[
(&#8230;) la casa editrice nottetempo chiede ai suoi lettori di raccontare la propria vita in sei parole. Il punto di partenza è la scommessa vinta da Ernest Hemingway con chi lo sfidava a usare, appunto, sei parole per una storia. La sua fu &#8220;vendesi scarpe per bambini. mai indossate&#8221;. I lettori che concorrono su facebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.equilibriarte.net/members/lor3nz8/blog-2011-06-15-20-20-38.jpg" alt="" width="463" height="347" /></p>
<p>(&#8230;) la casa editrice nottetempo chiede ai suoi lettori di raccontare la propria vita in sei parole. Il punto di partenza è la scommessa vinta da Ernest Hemingway con chi lo sfidava a usare, appunto, sei parole per una storia. La sua fu &#8220;vendesi scarpe per bambini. mai indossate&#8221;. I lettori che concorrono su facebook provano con: &#8220;Mi chiamo Anna ed è palindromo&#8221;, &#8220;Lei non sa chi sono io&#8221;, &#8220;Ho sedici anni da sedici anni&#8221;, &#8220;Fossi dio, sarei morto nel novantasette&#8221;. Il premio: la pubblicazione sul sito piazzaemezza.it. E anche due libri. (<a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/loredanalipperini.blog.kataweb.it/?referer=');">Loredana Lipperini </a> &#8211; La Repubblica 30 ottobre 2011)</p>
<p>i vincitori del concorso <strong>la mia vita in sei parole</strong> sono</p>
<p><strong>Ivo Barrocciai</strong> con <em>Vieni, disse lui. E lei venne</em>.<br />
<strong>Maria Carrazoni</strong> con <em>Mi vida, una cita mal entendida</em>.<br />
<strong>Carmelo Gabriele </strong>con<em> La mia vita in due valigie&#8230; (preparativi per l&#8217;ennesimo trasloco)</em>.<br />
<strong>Samshai Isha</strong> con <em>Il bancomat dice: disponibiltà 33 euro</em>.<br />
<strong>Mino Minus</strong> con <em>Ossimoro. Ma si nun moro, mejo</em>.<br />
<strong>Paolo Bakis Murgia</strong> con <em>Innamorato di me stesso, non corrispondo</em>.</p>
<p>[tutte le definizioni arrivate sul nostro profilo facebook o via email saranno comunque pubblicate su piazzaemezza in una apposita pagina]</p>
<p><span style="color: #800000;"><em>lasciare che il bene cresca liberamente</em>. Dopo il grande successo di La mia vita in sei parole, nottetempo lancia, per le prossime due settimane, <strong><em>Il programma politico che vorrei&#8230; in sei parole</em></strong>. Potete partecipare scrivendo sul nostro profilo <a href="http://www.facebook.com/#!/edizioni.nottetempo" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/_/edizioni.nottetempo?referer=');">facebook</a> o a <span style="color: #ff6600;">commerciale@edizioninottetempo.it</span>.</span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">La premiazione del concorso appena concluso e dei prossimi avverrà durante la festa di Natale di nottetempo prevista per la terza settimana di dicembre nella nostra sede in Via Zanardelli, 34 Roma. Chi non potrà esserci riceverà i libri a casa.</span><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>quando muore un poeta</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 11:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[il tema]]></category>
		<category><![CDATA[18 ottobre 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanzotto]]></category>
		<category><![CDATA[nottetempo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come il tempo si dirami,
il mondo più non sa.
Dove intona l’estate,
un mare ghiaccia.
Donde vengano i cuori,
sa l’oblio.
In cassa, armadio e scrigno
il tempo cresce vero.
Forma una bella frase
di grande dispiacere.
In quel determinato posto
sarà certo per te.
da Paul Celan, Poesie sparse pubblicate in vita, con un saggio di Andrea Zanzotto (nottetempo 2011).
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-1369 aligncenter" title="01" src="http://www.piazzaemezza.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/01-681x1024.jpg" alt="01" width="312" height="469" /></p>
<p>Come il tempo si dirami,<br />
il mondo più non sa.<br />
Dove intona l’estate,<br />
un mare ghiaccia.</p>
<p>Donde vengano i cuori,<br />
sa l’oblio.<br />
In cassa, armadio e scrigno<br />
il tempo cresce vero.</p>
<p>Forma una bella frase<br />
di grande dispiacere.<br />
In quel determinato posto<br />
sarà certo per te.</p>
<p>da Paul Celan, <em>Poesie sparse pubblicate in vita</em>, con un saggio di Andrea Zanzotto (nottetempo 2011).</p>
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		<title>petite bibliothèque flottante #2</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 09:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piazzaemezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[il tema]]></category>
		<category><![CDATA[il cielo è sempre più blu]]></category>
		<category><![CDATA[nottetempo]]></category>
		<category><![CDATA[regata mini transat]]></category>
		<category><![CDATA[rino gaetano]]></category>
		<category><![CDATA[sponsor]]></category>
		<category><![CDATA[tiziano rossetti]]></category>
		<category><![CDATA[una vela per la pace]]></category>

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		<description><![CDATA[
Pronti a partire per la seconda tappa….stavolta il salto è lungo, 3200 miglia.
Sembra tutto pronto, a me sembra sempre tutto pronto, poi si vede. La mia prima tappa è stata condizionata dalla totale impossibilità di ricevere bollettini meteo, non sono riuscito a far funzionare la radio ssb, e via vhf nessuno mi ha dato informazioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1357 aligncenter" title="-1" src="http://www.piazzaemezza.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/1.jpg" alt="-1" width="400" height="300" /></p>
<p>Pronti a partire per la seconda tappa….stavolta il salto è lungo, 3200 miglia.</p>
<p>Sembra tutto pronto, a me sembra sempre tutto pronto, poi si vede. La mia prima tappa è stata condizionata dalla totale impossibilità di ricevere bollettini meteo, non sono riuscito a far funzionare la radio ssb, e via vhf nessuno mi ha dato informazioni.  Di conseguenza la mia tattica era stare più vicino alla rotta ideale e seguire l’andamento della pressione atmosferica cercando di andare incontro ad una depressione che sapevamo essere in arrivo all’incirca per il 30&#8230;non avrei mai pensato di trovare così poco vento in oceano, sembrava l’adriatico in agosto! Era così calma che a 150 miglia dalla costa mi salivano a bordo dei simil-passerotti. Una volta agganciata la depressione senza troppo deprimermi nelle bonacce, le scelte erano 2: provare ad oltrepassarla per andare incontro a venti portanti col rischio di finire di nuovo nelle bonacce, oppure fare quante più miglia possibili di bolina, rimanendo vicino alla rotta ideale..per la mia sanità mentale ho optato per la seconda ipotesi. La bolina su queste barche è la cosa più scomoda che si possa immaginare perché la barca stà costantemente sbandata più di 45° e sbatte come il tagadà …ti metti a dormire sopra vento e ti svegli che sei ruzzolato infondo dall’altra parte come se ti avessero riempito di calci …in più pioggia, nebbia e onde che ti passano sopra e stai sempre bello bagnato. Quando mi sono tolto la cerata sembrava ci fosse un cane morto dentro. Però almeno si camminava. Ho navigato 5 giorni..e 5 notti, con vento dai 16 ai 35 nodi..quindi su il frullone giù il frullone…metti una mano togline una…rimettine due, ritogline una….cercando di sfruttare il vento benedetto fino alla fine. Perché era vista che negli ultimi due giorni ci sarebbe stata di nuovo bonaccia.. E così gli ultimi 2 giorni su spinnaker giù spinnaker, su frullo giù frullo cercando di sfruttare ogni minimo refolo per avvicinarsi a Madeira che nel frattempo si nascondeva nella nebbia, un isola alta 1800mt sono riuscito a vederla quando ormai ero a meno di 3  miglia dalla costa. L’arrivo è stato cosparso di tutte le difficoltà possibili e immaginabili: prima 4 nodi di corrente contro e onda ripida..poi improvvisamente , quando avevo lo spi gigante su, 25 nodi di vento in poppa piena. Ero sotto a cambiarmi quando il pilota ha staorzato e sono stato sbattuto da una parte all altra della barca insieme a tutto quello che c’era dentro..quando sono riuscito a prendere il controllo, ho iniziato a viaggiare a 12 nodi verso Funchal, ma a 5 miglia dall’arrivo…bonaccia totale di nuovo. A quel punto mi sono reso conto che non ero ultimo come pensavo, perché hanno iniziato a raggiungermi un sacco di barche da dietro. Perché loro vanno e io no? Due delfini dormono russando accanto alla barca per farmi capire quanto sono fermo. Due mi sono passati avanti sfruttando un refolo sotto costa, provo dunque ad andare verso di loro e vedo altri due che mi stanno passando avanti da fuori, in mare, sento la barca come una tartaruga morta, mi fermo a pensarci un po e decido di prendere tutti i pesi e metterli a centro barca per equilibrarla. Torno fuori e mi concentro su tutti i refoli, riuscendo così ad evitare di farmi passare dagli altri. Finalmente dopo qualche ora una raffichetta gentile mi accompagna fino all’arrivo, quando sento suonare la canzone da me scelta, <em>Il cielo è sempre più blu</em> di Rino Gaetano, capisco che sono arrivato proprio io, ce l’ho fatta….vengo prelevato e portato al bar, poi il buio.</p>
<p>Domani si ricomincia!</p>
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