La mancanza di attenzione verso gli altri viene ritenuta, in segreto, da chi la usa come atto di forza, da chi la riceve come malevolenza, mentre è solo una prova del progressivo detrimento dell’intelligenza. Chi la pratica, la ritiene una specie di scienza sociale, ogni singolo atto, a guardar bene, è calcolato in base ai rapporti di forza, e nulla sfugge, nessun gesto in questo senso si può dire delinquenziale. Mettiamo l’abitudine a non rispondere alle richieste, alle mail per esempio, che è diventato quasi un vezzo di chi se lo può permettere (la probabilità che vi rispondano è direttamente proporzionale al ‘peso’ sociale che avete), in base all’assunto che niente rafforza piú l’autorità quanto il silenzio, come diceva perfino il generale De Gaulle. E poi, dimenticarsi i fatti che riguardano gli altri si giustifica con le troppe cose che si hanno in testa, e in fondo è vero, sancisce l’abitudine che è diventata natura, quella di vivere senza mondo, ben chiusi nella propria scatola cranica. Tanto poi, se c’è il caso ossia la convenienza, ci si può sempre scusare.
Su un aereo tempo fa, una hostess che appariva volutamente sgraziata e poi ogni volta prontamente si scusava, ha avuto da un cinese anziano una risposta che può farci da motto, per darci una svegliata: Don’t be sorry, be careful!
Non bisogna aver paura di essere eleganti.
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