La pazienza di Teresa di Calcutta, nata il 26 agosto 1910, vi ha sostenuto in mesi che sono stati probabilmente confusi e pesanti in cui più di una volta vi sarete sentiti «come un fucile sparato», per usare le parole di Cesare Pavese (9 settembre 1908) nel Mestiere di vivere (Einaudi). La vostra natura aristocratica magari non lo dà a vedere, ma da qualche tempo siete spesso presi dal terrore per il futuro, dal senso di avere tutto il meglio alle spalle, dall’insicurezza personale e collettiva, che vi fa sprofondare come la Borsa. Eppure non è nel vostro stile scoraggiarvi. Siete solidi e combattivi, determinati e volitivi. A maggior ragione quando i pianeti si dispongono bene e, finalmente, soccorrono. E vale per le tre decadi, senza sostanziali differenze, che si palleggiano fortune e realizzazioni.
Cominciamo dalla prima, lanciata alla conquista. Di che? Di tutto! Ma soprattutto bisognosa di tenerezza e d’amore, pronta a fare sul serio. Ad appostarsi sotto casa della persona desiderata fino alle estreme conseguenze. Un’immagine che mi porta dritta dritta al romanzo nottetempo di Valeria Viganò (23 settembre ’55, una cuspide all’ultimo soffio del segno), La scomparsa dell’alfabeto. «Se ne capiscono di cose in vecchiaia» dice un personaggio. Voi avete capito parecchio anche prima e ora ve ne servite egregiamente. Avete tessuto le vostre reti. Mosso le pedine giuste. Non resta che appostarsi, appunto, e aspettare.
I frutti cadono dall’albero anche sulla testa della seconda decade, maturi e saporiti, senza far male, soffici soffici. E voi lì pronti col cesto più grande a raccoglierli tutti, precisi e razionali. Che poi la Vergine non sia esattamente un capolavoro di razionalità, come la dipingono frettolosamente gli oroscopi, lo dimostra un grande protagonista del segno, che si lasciava spesso sopraffare dalla passionalità, Lev Tolstoi (9 settembre 1828) di cui stavolta vi dedico una frase vegetariana presa da una lettera in cui invita un’amica a «non mangiare carne di qualsiasi essere cui sia stata tolta la vita». Così fate voi: resi baldanzosi dai nuovi successi, non mangiatevi chi vi ha fatto nei mesi scorsi molto arrabbiare…
Terza decade serena e rilassata ha voglia di prendersi gioco di tutto, anche delle cose più sacre. Come l’irriverente Rosella Postorino (27 agosto 1978), spiazzante e radicata al tempo stesso, che ne Il mare in salita (Contromano-Laterza) ha descritto la Riviera dei Fiori, «un mondo pensato in verticale», da Sanremo a Dolcedo, ma anche un racconto di incontri impossibili, magici, con i morti che ispirano: «E’ in onore di Katherine Mansfield e in onore di Vittorini che torno qui. Che resto immobile, per ore, a immaginarli». Come dire: mai perdere il rapporto con gli antenati!
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