Non è il massimo maggio, ma i nodi si sciolgono, cambiamenti appaiono all’orizzonte e tornerete a essere fertili come il segno vuole da voi, nutrienti e materni. «Vorrei diventare una parola invulnerabile, magnifica» ha scritto Isabella Santacroce (30 aprile 1970) nel suo profilo su Facebook scegliendo una frase che la rappresenta in pieno, come scrittrice e come nativo del Toro. L’obiettivo è alto, irraggiungibile, anche questo tipico del segno: porsi mete esagerate per sfidare se stessi e dimostrare di essere in grado di farcela. E poi centrale è il linguaggio: il creativo Toro è sempre alla ricerca della perfezione del dire e sente la parola come il seme esplosivo che riattiva il ciclo della morte e della vita. A questo proposito, leggo ammirata la conferenza di Giorgio Agamben (22 aprile 1942) La Chiesa e il Regno (nottetempo) in cui il filosofo richiama la Chiesa al suo compito ineliminabile – salvo un totale discredito –
di attesa messianica della fine del tempo, partendo dall’analisi delle parole bibliche, dal loro semplice e concreto significato: «soggiornare come uno straniero è il termine che designa la dimora del cristiano nel mondo».
Pensatori potenti, quelli del Toro (Freud e Marx sono dei loro), scrittori che stanno stretti dentro la lingua e allora la forzano, la innovano, la inventano, ma non per saggiare le possibilità delle parole inseguendone le assonanze e i doppi significati, come farebbe un Acquario, piuttosto per sfuggire alla loro prigione. «Del vocabolario precedente avevo tenuto poche parole» dichiara Erri De Luca (20 maggio 1950) in un altro sasso nottetempo dal titolo, ancora una volta stranito e straniato: Senza sapere invece.
E di quale segno se non del Toro la fantasia sfrenata e carnale, evocativa, sciamanica, virile, spiritosa di Roberto Bolaño (28 aprile 1953)? Cito un passo che potrebbe essere un autoritratto da 2666 (Adelphi):
«La recensione, firmata da un certo Schleiermacher, cercava di fissare in poche parole la personalità del romanziere.
Intelligenza: media.
Carattere: epilettico.
Cultura: disordinata.
Capacità di affabulazione: caotica.
Prosodia: caotica.
Uso del tedesco: caotico».


a te la parola