piazzaemezza

la piazza dove pensare nottetempo


01.mar 2010

pesci

Anche se Antonello Venditti, nato l’8 di marzo del ‘49, nella canzone Sotto il segno dei Pesci canta: Tutto quello che voglio è solamente amore, per questo segno l’ambizione è un motore importante, quanto, se non di più, la sfera affettiva. I problemi di salute, certe mortificazioni incassate nell’ondeggiante 2009, l’hanno ferito parecchio. Restano cicatrici evidenti, smottamenti dell’ego, nuove paure. Senza contare che, per i Pesci, il successo è una forma di amore, perché tendono a interpretarlo come un’elezione e desiderano essere amati dall’universo mondo. Non prendete per oro colato La gioia piccola d’esser quasi salvi, titolo dell’ultimo romanzo di Chiara Valerio (3 marzo ’78): col suo ascendente Gemelli, che raddoppia liberandola da Saturno, avrà quest’anno la gioia grande d’una completa salvezza!
Insomma Pesci è un segno di contrapposizioni estreme, passa dall’autolesionismo pasoliniano (PPP era del 5 marzo 1922) – perfino preveggente: sono come un gatto bruciato vivo/ pestato dal copertone dell’autotreno - al vitalismo onnipotente di Aldo Busi (25 febbraio del ’48), che percorre strade improbabili, come quella dell’Isola dei Famosi, senza correre rischi. In questo periodo superfavorito con Plutone in sestile che lo accompagna quotidianamente, ha fatto una scelta che sarebbe per i più catastrofica. Lui ne uscirà rinnovato e vincente, divertito e divertente, pronto a pubblicare un libro dai risultati strepitosi. Ma aveva giurato di non scrivere più? Non importa, i Pesci si contraddicono con eleganza, con esuberanza, hanno le armi retoriche giuste per rivoltare la frittata, per dimostrare l’indimostrabile. Gente dalle molte anime, come Michel Houellebecq (26 febbraio del ’58), come Ennio Flaiano di cui ricorre il 5 marzo il centenario della nascita. Ma se il primo partecipa del tipo più introverso e sospettoso (Mi capita di aprire la barriera per soccorrere un coniglio o un cane randagio; mai per soccorrere un uomo dice autobiografico nel suo libro forse più bello, La possibilità di un’isola) Flaiano è l’altra faccia, ironica, intelligentissima, sorridente. Vi saluto con uno dei suoi aforismi, basati su un tipico ribaltamento da segno dei Pesci: Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è non partire.

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One Comment

  1. tizq
    inviato il 21 gennaio 2011 alle 21:36 | Permalink

    adoro ennio flaiano. mi onora guizzare con lui nel mare strambo dei pesci…

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appena svegli

appena svegli di Chiara Valerio

Roma. Esterno giorno. Martedì, passando per Piazza Mazzini, mi sono imbattuta in un cartellone pubblicitario che recitava, lettere nere su bianco perla, “Perché piangere due volte?” sotto, in un corpo del testo appena più minuto, “funerali completi a partire da 99* euro” e più sotto ancora, in un corpo del testo minutissimo “*Tan 9,88% Tag 12,62 salvo approvazione NEOS FINANCE SPA”. Per avere un funerale completo mi basta dunque rinunciare al cinema dieci volte, che in una vita non è poi un grande sacrificio, anche se non ho la televisione. Specialmente se il contraltare è un bel funerale completo. Certo, non avendo un contratto a tempo indeterminato, potrei non avere accesso al finanziamento, in quel caso, sarebbe davvero umiliante, perché potrei non avere persone alle quali chiedere di fare da garante. Poi ho riso, perché la morte è sempre quella degli altri e perché mi sono ricordata di quando mia nonna, tanti anni fa, mi aveva mandato all’ufficio preposto del piccolo comune dove ancora vive a prenotarle un loculo vicino a quello di mio nonno. A destra preferibilmente. Io non pensavo che i loculi, oltre ad essere molto ambiti (“per terra è sporco”), fossero carissimi. Nonna, in ogni caso, non ne aveva fatto una questione di soldi, ma semplicemente, appunto. di posizione. Meglio a destra. Così, fatto un secondo giro della piazza per rileggere la pubblicità della grintosa agenzia di pompe funebri mi sono fermata con la moto e ho chiamato nonna, che da anni continua a risparmiare per il suo loculo prenotato. Le ho sottoposto la questione. Nonna mi ha detto che è vero che i funerali sono cari ma che non ci si mette a parlare di soldi, tanto in qualche modo si fa. In qualche modo, come ha già scritto Doroty Parker, comunque “Scusate le ceneri”. Sì, ha chiuso nonna, “Ma per terra è sporco”.

[queste righe sono state pubblicate su l'Unità, il 2 Febbraio 2012]

vox populi


il racconto

Quando mio marito Andrea mi si parò davanti in cucina, in piedi accanto alla lavastoviglie, con la polpa di fico spalmata in testa e le unghie sporche di fango, capii che non mi sbagliavo, veniva dal cimitero. Mentre lo calavano sottoterra, e io piangevo stretta fra Alice e Mia, avevo visto infatti un grande fico che si spingeva sulla bara come ad abbracciarlo, o forse sorreggerlo durante l’ultimo viaggio. Ed era pieno di frutti. Ultimo no, però, visto che quel giorno, martedì, me lo vidi davanti in cucina. Avevo il pentolino rosso in mano e stavo armeggiando da un po’ per farlo entrare in lavastoviglie, avevo spostato i bicchieri ma non c’entrava lo stesso, nemmeno un buco per infilarlo. Era mezzogiorno, circa.