piazzaemezza

la piazza dove pensare nottetempo

archivio:
marzo 2010

qualunque lettore anonimo

Quale immagine si fa lo scrittore, colui che detiene e agisce la parola entro un ambito monetizzato che talora ricusa, del proprio lettore? La domanda equivale grosso modo a chiedersi per chi venga scritto il libro, ciò che, ulteriormente, è contiguo al tema kierkegaardiano della comunicazione ovvero la comunicazione non è del sapere, ma del [...]

Indagine su cittadini al di sotto di ogni sospetto

Al momento di scrivere non so ancora come siano andate le elezioni regionali, ma comunque, come ad ogni fase elettorale, riaffiora invece un bel problema, vale a dire l’esistenza reale o meno di un elettorato di destra. Sarà accaduto a molti e in svariati contesti e ambienti di fare delle critiche all’attuale governo e non [...]

di una qualche verità

Da sempre, fin dal brivido dei primordi, gli uomini hanno vissuto il risveglio come una rinascita, dal sonno che li cancellava dalla coscienza e dalla notte densa di pericoli veri e di incubi immaginari. Anche io, come tutti, o almeno come molti, perché esistono lucide eccezioni, nei miei anni giovanili e sia pure in maniera [...]

se il letto potesse volare

Appena sveglia la mattina, da qualche tempo a questa parte, amo fantasticare che il mio letto sia trasportato, come d’incanto, in un altrove dove potermi svegliare il giorno dopo. Un territorio dove non t’ investono appena metti piede in strada, per poi lasciarti a terra agonizzante e se entri in un ospedale puoi uscirne vivo. [...]

Lo smalto non è neutro

Sono così felice, così felice che non voglio che questo momento passi, così mi tengo ferma con le mani alla sedia. (C. Lonzi) La mia idea di femminismo è sempre partita (e forse è rimasta chiusa) in Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf. La mia idea di femminismo ha sempre avuto [...]

Otto marzo e la normalità

Quando guardo il mio cane, serio gentile riservato e partecipe, intelligente e protettivo, con una vita interiore che si sfoga nei sogni, penso: che bel cane normale! E poi mi guardo intorno, agli umani che ci circondano, corrotti e corruttori, ladroni, arroganti, stolidi, sciatti, compiaciuti, pieni di sé e solleciti del suo, e mi domando: [...]

chi ha chiuso l’Italia?

È la prima mattina di primavera di quest’anno. Fuori dalle finestre la bellezza che mi circonda appare assolutamente uguale a se stessa, sicura e intoccabile. Più a nord, però, il petrolio sta scendendo lungo il Po, soffocando acqua potabile, pesci, anatre e anguille. Se arriverà al mare, ucciderà altri pesci, molluschi [...]

pesci

Anche se Antonello Venditti, nato l’8 di marzo del ‘49, nella canzone Sotto il segno dei Pesci canta: Tutto quello che voglio è solamente amore, per questo segno l’ambizione è un motore importante, quanto, se non di più, la sfera affettiva. I problemi di salute, certe mortificazioni incassate nell’ondeggiante 2009, l’hanno ferito parecchio. Restano cicatrici [...]

appena svegli

appena svegli di Chiara Valerio

Roma. Esterno giorno. Martedì, passando per Piazza Mazzini, mi sono imbattuta in un cartellone pubblicitario che recitava, lettere nere su bianco perla, “Perché piangere due volte?” sotto, in un corpo del testo appena più minuto, “funerali completi a partire da 99* euro” e più sotto ancora, in un corpo del testo minutissimo “*Tan 9,88% Tag 12,62 salvo approvazione NEOS FINANCE SPA”. Per avere un funerale completo mi basta dunque rinunciare al cinema dieci volte, che in una vita non è poi un grande sacrificio, anche se non ho la televisione. Specialmente se il contraltare è un bel funerale completo. Certo, non avendo un contratto a tempo indeterminato, potrei non avere accesso al finanziamento, in quel caso, sarebbe davvero umiliante, perché potrei non avere persone alle quali chiedere di fare da garante. Poi ho riso, perché la morte è sempre quella degli altri e perché mi sono ricordata di quando mia nonna, tanti anni fa, mi aveva mandato all’ufficio preposto del piccolo comune dove ancora vive a prenotarle un loculo vicino a quello di mio nonno. A destra preferibilmente. Io non pensavo che i loculi, oltre ad essere molto ambiti (“per terra è sporco”), fossero carissimi. Nonna, in ogni caso, non ne aveva fatto una questione di soldi, ma semplicemente, appunto. di posizione. Meglio a destra. Così, fatto un secondo giro della piazza per rileggere la pubblicità della grintosa agenzia di pompe funebri mi sono fermata con la moto e ho chiamato nonna, che da anni continua a risparmiare per il suo loculo prenotato. Le ho sottoposto la questione. Nonna mi ha detto che è vero che i funerali sono cari ma che non ci si mette a parlare di soldi, tanto in qualche modo si fa. In qualche modo, come ha già scritto Doroty Parker, comunque “Scusate le ceneri”. Sì, ha chiuso nonna, “Ma per terra è sporco”.

[queste righe sono state pubblicate su l'Unità, il 2 Febbraio 2012]

vox populi


il racconto

Quando mio marito Andrea mi si parò davanti in cucina, in piedi accanto alla lavastoviglie, con la polpa di fico spalmata in testa e le unghie sporche di fango, capii che non mi sbagliavo, veniva dal cimitero. Mentre lo calavano sottoterra, e io piangevo stretta fra Alice e Mia, avevo visto infatti un grande fico che si spingeva sulla bara come ad abbracciarlo, o forse sorreggerlo durante l’ultimo viaggio. Ed era pieno di frutti. Ultimo no, però, visto che quel giorno, martedì, me lo vidi davanti in cucina. Avevo il pentolino rosso in mano e stavo armeggiando da un po’ per farlo entrare in lavastoviglie, avevo spostato i bicchieri ma non c’entrava lo stesso, nemmeno un buco per infilarlo. Era mezzogiorno, circa.