Svegliati da uno sparo. Un altro. Tanti. Non è ancora l’alba ma l’aria grigia è solcata da questi tuoni acidi e taglienti. Vicini, instancabili. E’ stagione di caccia e siamo in campagna. Più tardi, volendo uscire per una passeggiata, sarà meglio fischiare o chiamare, per evitare di essere impallinati. Il cane, meglio tenerlo al guinzaglio, per non disturbare i cacciatori. In campagna, la libertà di cui gode un uomo col fucile è incomparabile a quella di un uomo o una donna senza fucile (donne cacciatrici non ne ho mai viste). Il cacciatore può entrare nel tuo terreno, traversare il giardino, aggirarsi dove gli pare e piace, sparare a qualsiasi ora in qualsiasi direzione, lasciare la macchina dove gli pare, e questi sono solo i diritti legali. Ma quelli illegali sono altrettanto sicuri. Gli vai incontro, audacemente. Sono in fila, uno accanto all’altro, coi fucili in mano in direzione della casa. “Ho trovato bossoli nell’orto..” dici. “Non potete sparare verso la casa..” dici. “Qui ci sono bambini e animali,” dici, “E non siamo a 150 metri”. Nessuno risponde. “Se non la smettete, chiamo i carabinieri,” aggiungi con un po’ di ansia.
“Li chiami, li chiami, li aspettiamo,” rispondono. Infatti i carabinieri non arrivano.
Questa è la vita in campagna, da settembre a febbraio, salvo il martedì e il venerdì. Ma da ora in poi, se passerà alla camera la nuova legge appena approvata al senato, sarà così tutto l’anno. I padroni della campagna saranno i cacciatori: non ci sarà più un animale né selvatico né semiselvatico, un uccellino, una lepre, un capriolo. Non ci sarà più il raccolto, perché i cacciatori importano cinghiali che calpestano i campi e mangiano l’uva, e lanciano nei campi poveri fagiani cresciuti per il loro divertimento (perché si tratta di un divertimento, dopo tutto, il semplice piacere dello sterminio). E perché all’improvviso e alla chetichella questa liberatoria? La sicurezza degli abitanti, la tranquillità delle coltivazioni, la protezione degli animali, tutto questo non conta per un governo che compra voti. D’ora in poi, ogni giorno il fucile suonerà la sveglia. A meno che diciate di no, qui.
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