Internet è probabilmente la più grande rivoluzione degli ultimi cinquecento anni. Un fenomeno che investe tutto il globo. Con Web 2.0, che permette a milioni di persone di dialogare, la Rete è diventata, tra mille contraddizioni, il luogo della democrazia insorgente. Un dispositivo che sta plasmando una nuova soggettività. E anche gli eBook sono parte di questo cambiamento radicale, che renderà i libri immateriali e per certi aspetti incerti, non più chiusi e definitivi. I libri elettronici sono oggetti vivi perché possono essere sempre corretti e cambiati, sottoposti a un numero infinito di passaggi di mutamento. Per i libri stampati nel passato, che torneranno tutti finalmente disponibili in formato elettronico (perché le grandi biblioteche vengono rapidamente digitalizzate), si tratterà soltanto della possibilità di correzioni di refusi, ed eventuali aggiornamenti bibliografici. Ma con gli eBook, almeno fino quando saranno vivi gli autori, sarà possibile intervenire per cambiarli in continuazione, anche radicalmente, praticamente senza costi. Muterà quindi, sta già cambiando, la natura stessa del libro: da manufatto cartaceo e chiuso, a oggetto elettronico e aperto.
I testi diventano ipertesti che permettono di aprire un numero quasi infinito di link : collegamenti con altri testi, immagini, filmati e musiche. Il lettore non è più passivo, ma interviene attivamente sul testo, di fatto ricreandolo e modificandolo a suo piacimento. Stiamo entrando in un periodo intermedio in cui i due sistemi librari (analogico e digitale) conviveranno. Fare libri costerà sempre meno e molte figure dell’editoria tradizionale, purtroppo, spariranno.
Gli editori però saranno sempre necessari, anche in assenza di libri di carta. La loro fondamentale funzione di scoperta, scelta, sollecitazione, azzardo, consiglio, correzione, sarà ancora indispensabile per produrre buone opere, tramandare, rinnovando, la tradizione e allargare l’orizzonte culturale.
Finiti anche i libri nell’immaterialità del Web, il rischio è che si smarrisca l’autorevolezza dei testi, frutto di una selezione basata su una valutazione estetica o scientifica. La rete è per sua natura “democratica”, ma non tutto quello che vi si trova ha lo stesso valore. Riuscire a selezionare sarà sempre più complicato e difficile, a fronte di una proposta praticamente infinita e indistinta. Vincerà chi saprà e vorrà produrre migliori libri elettronici e di alta qualità editoriale. Sarà ancor più necessario per il lettore poter andare a colpo sicuro e avere una buona dose di certezza che il testo che sta per leggere sia affidabile sotto tutti gli aspetti.
Con gli eBook l’idea stessa di “proprietà intellettuale” verrà stravolta, perchè un’opera immateriale che naviga in una rete immensa, dove può venir continuamente modificata, è incontrollabile e indifendibile. Inoltre, leggere sul proprio apparecchio elettronico un eBook non significa necessariamente “rubarlo”, come quando si prende un libro in prestito in biblioteca, anche se, in questo caso, il contenuto rimane nel nostro lettore (come se l’avessimo interamente fotocopiato). Gli autori, gli agenti letterari e gli editori non riusciranno a combattere il download illegale: dovranno cercare e trovare un compromesso che limiti i danni (così come è successo con la musica).
La sfida alla quale sono chiamati tutti coloro che, a vario titolo, lavorano nell’editoria, è quella della qualità e del rigore per evitare che i lettori vengano risucchiati in un gorgo indistinto di materiali. Bisogna produrre testi e libri sottoposti ad attente cure redazionali, con una grande attenzione alla lingua (che non dovrà mai scadere nella sciatteria e nella banalità) e, nel caso, alla precisione delle note e all’attendibilità dei riferimenti bibliografici. L’unico modo per salvare la Cultura è quello di migliorare e rafforzare il valore dei contenuti e delle forme.
Tag:che fine faranno i libri, ebook, editoria, francesco m. cataluccio, proprietà intellettuale, web 2.0


a te la parola