Purissima energia e macchina dei desideri, non per niente lo scrittore più prolifico mai apparso sulla terra, Georges Simenon, è dei vostri. L’Acquario si demoralizza, ma non molla; si colpevolizza, ma non cede. E non cambia. Può frequentare lettini di analisti tutta la vita, senza altro risultato di avere un teatro per le sue rappresentazioni. Va troppo di corsa per fermarsi, per correggere qualcosa di sé. Se non è del tipo autolesionistico, si piace moltissimo; dirò di più: gli piace, sotto sotto, anche il suo autolesionismo. La primavera si annuncia importante: si raccoglie, si gira pagina, si sbatte contro la dura realtà. Dipende. In che fase siete? «Brillante promessa, solito stronzo» o «venerabile maestro»? (per dirla con le parole di Alberto Arbasino, acquario che di più non si può). I «venerabili maestri» come lui sono in fase di raccolta, prova nei siano i due Meridiani con la sua opera omnia. E un’acquaria ribelle come Lidia Ravera può finalmente dire: «Ho smesso di essere sgarbata. Non ha senso» (nel bellissimo racconto Il dio zitto pubblicato nei “sassi nottetempo”). Sì, in qualche modo vi placate, almeno temporaneamente. Persino l’adrenalinico Paolo Repetti ora sente il bisogno di fermarsi un attimo a fare un bilancio di Stile Libero (la fortunata collana einaudiana che dirige con Severino Cesari) per vedere di correggere un po’ la rotta. In questo caso il suo Acquario è ben supportato dal Sagittario Cesari, Aria e Fuoco in produttiva alleanza che troveranno nei prossimi mesi l’equilibrio di una, pur sempre giovanile, maturità. Anche il loro pubblico di under twenty è cresciuto nel tempo, da quando alla fine del ’95 e all’inizio del ‘96 (fra Sagittario e Acquario più o meno) concretizzarono il progetto di aprire l’Einaudi a una generazione più giovane e trasgressiva di lettori. Ora è il tempo dell’espansione verso una fetta di mercato meno settoriale. La ripartenza sarà a passo di carica, naturalmente: altro passo i due segni non conoscono.
Tag:Alberto Arbasino, Georges Simenon, lidia ravera, oroscopo, paolo repetti, sandra petrignai, severino cesari


a te la parola