piazzaemezza

la piazza dove pensare nottetempo


12.gen 2010

se i libri spezzano il cuore

pag2

A nottetempo ci preoccupiamo di testare le vostre coronarie. Forti dell’adagio di Virginia Woolf Oh quanti libri!- non ti si spezza il cuore a pensare a me con questa passione, eternamente divorata dal desiderio di leggere, anche quest’anno vi spezziamo il cuore con i nostri libri. E per dimostrarvi, che come di consueto, le nostre intenzioni sono pure, piazzaemezza inaugura il duemiladieci con un tema che è tutta una anticipazione della nostra narrativa dei prossimi mesi.

Fra pochi giorni in libreria Due di tutto e una valigia di Mila Venturini, la storia di un divorzio, due fratelli, due genitori e non solo, nonni, baby sitter dell’est e uno sguardo tragicomico che tende sia sorprese che pensieri. Si prosegue con Eleonora Sottili che con Il futuro è nella plastica ci accompagna nelle giornate torinesi di Arturo, un Benjamin Braddok delle langhe con una stupefacente propensione a trovare le cose che ti si possono fermare in gola, comincia a fotografare il mondo e si innamora forse di una donna che in TV guarda Willy il coyote. Il futuro è nella plastica si legge come se qualcuno lo raccontasse in penombra sotto una tenda indiana costruita in salotto con le lenzuola.

Alberto Manguel, lettore e scrittore colto, vorace e curiosissimo, ne Il ritorno, racconta del rapporto tra libri e dittatura in un luogo immaginario che però è il fantasma dell’Argentina di oggi dove la giustizia si è volatilizzata insieme al lavoro e ai risparmi dei liberi cittadini. Karin Alvtegen viene dalla Svezia, come Mankell, Stieg Larsson e Lidqvist, e come loro scrive gialli, in Ombra un’impiegata del comune di Stoccolma si trova a scavare nella vita del premio Nobel Axel Ragnerfeldt e si trova ben presto coinvolta in una palpitante indagine sulle imposture, le misteriose sparizioni e gli oscuri segreti che circondano la figura del figlio di Axel, spregiudicato, ambizioso e… ancora suspence con Josephine Tey, la signora scozzese del giallo, che ne Il caso Franchise, scava nelle piccole ferocie di provincia e nella vita tranquilla di Marion Shape e sua madre quando la giovanissima Betty Kane, scomparsa per un mese, accusa entrambe di essere state i carcerieri della sua prigionia. I delitti a nottetempo non finiscono, anzi se ne stanno, come per Agata Christie, as evil under the sun perché in maggio Rosetta Loy, una delle maggiori scrittrici italiane, con mani e gomiti immersi nella cronaca racconta nel suo Cuori Infranti e con un italiano struggente e a tratti miracoloso, la premeditazione, la follia, l’umano troppo umano dei delitti di Erba e di Novi Ligure.

Senza sangue ma con l’esattezza di una lama Elisa Ruotolo, in Ho rubato la pioggia, racconta una provincia campana viva e superstiziosa, commovente e ricca di mestieri inverosimili da tempi immemorabili, costruendo un mondo di tranquilla ineluttabilità e sospendendolo, anche per un solo attimo, a quei piccoli scarti della vita che somigliano al destino. Destino che hanno pure gli oggetti se ne Il trasloco Paolo Morelli scrive di un uomo che comincia col passare da un appartamento vecchio a uno nuovo e finisce fuggendo per i tetti di Roma dopo che il suo fidato computer comincia a cambiargli le parole senza rispettare il senso della grammatica e delle intenzioni.

E, per un attimo di respiro, dopo letture rocambolesche, un attimo di voyeurismo insieme a Jonathan Littell, che in Racconto su niente, ferma un momento di una giornata qualsiasi e lo fa esplodere, frazione di secondo per frazione di secondo per fare eco con la sua quotidianità in quella di tutti gli ossessivi e i visionari. E dei lettori nottetempo.

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3 Comments

  1. melania
    inviato il 12 gennaio 2010 alle 16:01 | Permalink

    che ho il cuore abbastanza forte per leggere i vostri libri!

  2. Stefano
    inviato il 12 gennaio 2010 alle 16:36 | Permalink

    Resto molto intrigato da tutti questi libri, ma particolarmente da Ombra e da Il Trasloco. Non vedo l’ora di leggerli! Grazie per le parole che mi aggiungete e per il cuore che si spezza

  3. matisse
    inviato il 13 gennaio 2010 alle 12:48 | Permalink

    Forte della lezione di Leonora Stern al professor Blackadder, nottetempo rende i libri l’attrattiva più sexy della città.
    Tutti in piazza, ad aspettarli.

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appena svegli

appena svegli di Ginevra Bompiani

Nella piccola bellissima città dove ho insegnato, ci sono sempre state diverse librerie. A una di queste mi sono servita per anni, portando i programmi dei corsi in anticipo perché potessero rifornire in tempo gli studenti, chiedendo e ottenendo qualsiasi libro di cui avessi bisogno, cercando e trovando da leggere, studiare, capire, divertirmi, pensare. I commessi e i direttori che si sono avvicendati erano sempre bravissimi, competenti, gentili e veloci. Mi ci muovevo in modo casalingo. Ci sono entrata quest’estate. Le pareti erano foderate di cartelli: sconti, saldi, promozioni, 25%, 30%, 35%… I libri in vetrina e sui tavoli illustravano i cartelli, la copertina mezza nascosta dal prezzo di sconto. I commessi, gli stessi di prima, stavano dietro al banco a incassare: un bel successo, direte voi! Ma per chi? Non per il lettore che come chiunque compri un’ ‘occasione’, non ha quel che vuole, ma paga quello che vuole il mercante; non per i commessi, ridotti a bottegai; non per la libreria, ridotta a un outlet, e nemmeno per la catena libraria (sto parlando di una libreria di catena, naturalmente), che si vede già rubato il mercato da Amazon che, alle stesse condizioni, ha un’offerta maggiore, e non ti fa fare né i due passi verso la libreria né la coda alla cassa. Sono uscita senza comprare, e mi sono avviata a una vecchia libreria indipendente. Questa era più vuota di gente, certo, ma piena di libri, senza neanche un cartello di sconto. L’autore che cercavo, il libraio lo conosceva benissimo e aveva tre o quattro libri suoi, sebbene non venisse ripubblicato da anni. Mi sono aggirata in quella libreria come un una veranda di fiori rari e profumati. Poi mi sono avvicinata al libraio e gli ho fatto i complimenti. “Resistiamo”, ha detto. Certo, resiste. E con lui resiste la cultura, resistono gli scrittori, quelli veri, i lettori, quelli veri, la libertà, quella vera. Non è una battaglia di retroguardia. A meno che pensiate che il nostro futuro sia senza scelta e senza qualità. A proposito, la città è Siena. La libreria indipendente si chiama Ticci. L’altra non lo dico, per simpatia per chi, innocente, ci lavora da anni.

vox populi


il racconto

di Cleophas Adrien Dioma
Non puoi raccontare il fallimento. Non puoi raccontare la notte. Non puoi raccontare il tempo che passa. Non puoi raccontare le domande. Ti alzi la mattina e non sai cosa fare. Questa è la vita di tanta gente che conosco. Avere degli amici non basta a colmare i vuoti. Avere delle persone che ti sorridono a volte non basta a poter sopportare il peso della vita. Penso ad una signora ghanese conosciuta tre anni fa. Avevo anche scritto un testo su di lei. Invalida, con pochi punti, non aveva diritto alla pensione e non riusciva più a lavorare. L’ho vista l’altro ieri. Matta. Parlava da sola.