In questa parte del mondo è comparsa una nuova categoria sociale, gli scoraggiati, dev’essere un termine messo in campo dai sociologi del lavoro, riferito a coloro che non solo sono precari o disoccupati, ma hanno quasi definitivamente perso la speranza di trovare un lavoro. Ammesso che trovare un lavoro possa rientrare nel novero delle cose cui si può aspirare. In alcune aree del mondo c’è un eccesso di produzione, la domanda di manodopera diminuisce, in altre avviene il contrario; in ogni caso le merci riempiono i luoghi, ma mancano persistentemente beni sufficienti per tutti. Il nuovo bene comune delle società è costituito dai mercati finanziari, questi non sono più qualcosa che cresce parallelamente al capitale industriale, bensì il mostro freddo della produzione planetaria. Quando anche Cina e India avranno finito di pompare CO2 – c’è chi non dispera che ciò possa avvenire prima che il mondo sparisca -, prevedibilmente fra non molto, la transustanziazione del capitale industriale in puro capitale cartaceo sarà compiuta, ma già ora gli scoraggiati di questa parte del mondo, in anticipo su moltitudini di scoraggiati che verranno, possono cominciare a con/formarsi e richiedere gratuitamente una quota di bene comune. In definitiva, se risulta difficile trovare un lavoro o persino costruirsi un profilo professionale, se, d’altra parte, si ottengono ingenti guadagni senza produzione di merci, non c’è ragione che da questi guadagni siano escluse delle persone; ciò che in altre parole si può prefigurare è la comparsa di nuovi soggetti sociali capaci di fronteggiare il panico causato dai mercati finanziari e rovesciarlo a vantaggio di tutti.
Tag:appena svegli, clio pizzingrilli, gli scoraggiati, massa, merci, posto di lavoro10.gen 2010


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