Signor Tartaglia, l’ha fatta grossa! lei ha tolto il sorriso dalla faccia del nostro Boss. Per la prima volta sulla faccia del nostro Boss non abbiamo visto stampato il sorriso consueto, il sorriso che ci rassicura, la nostra certezza, quella che ci dice che il mondo va bene, la crisi è superata (ma poi in Italia c’è mai stata?), l’economia va a gonfie vele, la libertà vola incolume, e per le nostre colpe ci sarà pietà. Noi tutti, noi di piazza del Duomo, noi delle case scaldate dai televisori, noi della Standa, noi poveri cristi appesi ai muri, ci troviamo improvvisamente davanti a una faccia spiaccicata di sangue, una faccia da incubo, diciamo la verità, di quelle che torneranno nei nostri sogni, soli davanti a quella smorfia di sangue e rabbia (giusta rabbia!), e ci sentiamo un po’ colpevoli, un po’ spaventati, perché forse i nostri cattivi pensieri, quelli che a volte ci traversano (ma sarà proprio vero? Ma avrà ragione a essere così contento?) hanno inconsapevolmente, certo involontariamente, caricato la sua mano con quella ridicola e contundente statuetta del Duomo.. Ma via, il Duomo! Signor Tartaglia, fra tutti i monumenti d’Italia da buttare doveva proprio prendere il Duomo? La Chiesa di Tettamanzi? Sarà mica un leghista Signor Tartaglia?
Noi qui ci auguriamo che la ferita sia poca cosa, che il dente ricresca, che sulla nota faccia torni presto il sorriso del nostro Boss.
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