Io appena sveglia apro la finestra. Con qualsiasi temperatura. Forse perché dormo così poco che non voglio respirare l’aria della notte un minuto di più. Come fosse un cattivo odore o profumo melenso. Io appena sveglia, da qualche anno a questa parte, mi trovo sempre con Santa Teresa sul letto, e non avrei mai detto che fosse una donna allegra. Non che Santa Teresa sia lì per fare altro che dirmi un aforisma, ma è sorridente, luminosa. Io la prima volta ho preso paura, non l’avevo riconosciuta, e non sapevo neppure da quanto tempo stava sul bordo nel letto come una polena rotta. Santa Teresa che mi sorride furba dura un attimo, quell’istante in cui decido di catapultarmi alla finestra e spalancarla. Mentre io mi alzo, inciampo nel pantalone del pigiama troppo lungo, Santa Teresa mi ricorda che bisogna essere precisi con le preghiere, con i desideri e con le richieste. Però vista la frequenza con la quale ci vediamo e il suo odio, credo, per le ripetizioni, certe mattine allarga la bocca a mezzaluna solo per dirmi Bisogna essere precisi. E io lo so che cosa intende, che almeno di prima mattina dovrei sapere che cosa fare e come. Dovrei giocare e perdere al gioco del perché ma avere una risposta. E invece io sono solo scappare da Santa Teresa e aprire la finestra. E quando mi giro che sul letto non c’è più nessuno mi guardo intorno e penso leggere ancora o finalmente stendere la lavatrice. E stendo i panni perché perché le camicie e i pantaloni puliti prima o poi finiscono.
Tag:aforisma, buongiorno, chiara valerio, lavatrice, santa teresa23.nov 2009
One Comment
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nemmeno io stanotte ho dormito bene. ma non mi sono trovato nemmeno un santo sul letto. meglio no? ;-)


a te la parola