piazzaemezza

la piazza dove pensare nottetempo

21 aprile 2015

il fondo

di Clio Pizzingrilli
09.gen 2015

Il 3 gennaio scorso, una televisione che si chiama tv2000 ha mandato in onda un’intervista a Pietro Citati. Nel corso dell’intervista è stato ricordato al critico letterario il suo voto al PCI nel 1951. Citati ha risposto di non aver votato comunista con un qualche proposito, tanto meno per convinzione politica, d’averlo fatto più verosimilmente per un vezzo giovanile. La giornalista, d’altra parte, ha rilevato come a quell’epoca gli intellettuali fossero generalmente organici al partito comunista. Citati ha dissentito da questa affermazione, portando gli esempi di Montale e di Gadda, che non sono mai stati comunisti. La giornalista gli ha contrapposto gli esempi di Calvino e di Pasolini, anche questi smentiti da Citati, dal momento che Calvino ritrattò la sua adesione al PCI in seguito ai fatti di Ungheria, e Pasolini fu un comunista per così dire disorganico al partito. A questo punto la conversazione si è spostata su Pasolini. leggi il resto >>

il tema

10.mar 2015

Terni Paolo, scrittore, musicologo, occhiali, mano © 2009 Gilola CHISTE'

(Alessandra D’egitto, … – Roma, 2015)

Cos’è per lei la musica?
La musica è per me la vita: da quando ho incominciato a pensare ho tentato di capirne ragioni e modalità… Della musica, della sua natura e identità, degli enigmi e misteri di cui è pervasa ho formulato ovunque – nei miei interventi e nei miei scritti – alcuni tentativi di risposta, particolarmente per quanto riguarda il grande tema dell’ascolto: una scorsa alla mia bibliografia ne può in parte fornire testimonianza per esempio nelle mie due ultime due pubblicazioni, “Il respiro della musica” e “La melodia nascosta”, entrambe edite da Bompiani.
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trivagazioni

di Elisa Ruotolo
24.nov 2014

[questo racconto è stato scritto per RicercaBO 2014]

Prima il tempo era tutta un’altra cosa, e stava sempre girato a festa. Ogni giorno capitava una scusa, uno sfizio da farsi passare ché sennò non si dormiva. Il fatto era che non avevamo pensieri, e aspettavamo il sabato come i giorni rossi del calendario. La sola paura era che capitava una festa improvvisa, e tu non eri all’altezza d’andarci. Poi però c’era stato il terremoto che a tutti aveva preso qualcosa: a molti finanche la ragione, con le sue scosse di richiamo. Io di quella sera ricordo poco e niente. So che quando la sedia mi si era spostata sotto il sedere non ci avevo speso testa né paura: mio fratello me lo faceva sempre quello scherzo, e pure se Domenico stava lì, dall’altra parte della tavola a incollare figurine, non m’ero messa paura uguale. leggi il resto >>

appena svegli

appena svegli

Il Pd annuncia il sì al riconoscimento dello Stato di Palestina. Ma dopo molti rinvii, e nonostante l’ok arrivato da numerosi Paesi europei e dall’Europarlamento in questi mesi, l’Italia continua a essere divisa sulla questione mediorientale e alla fine il voto previsto per giovedì alla Camera slitta ancora una volta, sia pure con il pretesto della timing della fiducia sul decreto milleproroghe. E mentre il Pd cerca una mediazione, al suo interno e nell’ambito dei partiti di maggioranza, nel tentativo di tenere insieme posizioni storicamente distanti, intanto arriva l’alt da parte di Israele: sarebbe un passo «prematuro», fa sapere l’ambasciata israeliana a Roma, che «non farebbe altro che allontanare» la pace.
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vox populi


l'inedito

di Adriana Lazzini
Come soprammobile nella vita lo stare di vento si nutre la coscienza mentre sa di non essere. La fatica senza peso è uccidere lo scopo assente. Un uomo in più o in meno non fa massa nella moltitudine indifferente s’impegna la mancanza di genio. Continua l’esistenza a sciogliersi come gelato su pelle diabetica che non assaggia né assorbe. Teorie sulla completa inutilità si estinguono nello scendere dal letto la mattina prima di farsi un caffè. Si fa sempre tutto e ogni cosa d’altronde, vive. ** Circonferenza scoppia guai a segnare il confine con steccato. Il perimetro si sfalda sotto l’effetto lavico di un’esistenza in bilico su confine folle. L’incantesimo spezza maleficio di cerchio magico esplodono significati che non possono essere incarnati in alcuna sostanza perché non stanno in alcunché né hanno luogo né meta né sede natia.