piazzaemezza

la piazza dove pensare nottetempo

27 maggio 2015

il fondo

di Giorgio Ghiotti
21.apr 2015

[L. Woolf, La morte di Virginia, Lindau (2015), pp. 96, 14 euro]

Dopo aver seppellito le ceneri di sua moglie Virginia ai piedi di un olmo (ve ne erano due, lì, ai quali i coniugi avevano dato i loro nomi), Leonard Woolf rientrò in casa con una stanchezza e un senso di vuoto terribile. Quella sera ascoltò la cavatina in si bemolle maggiore opera 130 di Beethoven, perfetta secondo lui per accompagnare il defunto “nell’eternità dell’oblio”. Era il 1941. Due anni più tardi, colpito da una burrasca di vento, uno dei due olmi fu abbattuto.
È questa l’ultima immagine de La morte di Virginia (Lindau edizioni) straordinario estratto dall’autobiografia di Leonard Woolf The Journey not the Arrival Matters. Editore, politico, memorialista e intellettuale britannico, Leonard ripercorre in questo libro gli ultimi anni di vita di sua moglie Virginia, celebre autrice di Mrs Dalloway, Le onde, Al Faro. È insoddisfatta per la biografia di Roger Fry, alterna momenti di euforia per una nuova storia da raccontare a giorni di noia e depressione, dimenticandone poi il motivo. leggi il resto >>

il tema

02.mag 2015

Ruth Rendell

Ruth Rendell (17 febbraio 1930 – 2 maggio 2015)

Eunice Parchman sterminò la famiglia Coverdale perché non sapeva leggere e non sapeva scrivere.

- incipit -

[la foto viene da qui]

trivagazioni

di Elisa Ruotolo
24.nov 2014

[questo racconto è stato scritto per RicercaBO 2014]

Prima il tempo era tutta un’altra cosa, e stava sempre girato a festa. Ogni giorno capitava una scusa, uno sfizio da farsi passare ché sennò non si dormiva. Il fatto era che non avevamo pensieri, e aspettavamo il sabato come i giorni rossi del calendario. La sola paura era che capitava una festa improvvisa, e tu non eri all’altezza d’andarci. Poi però c’era stato il terremoto che a tutti aveva preso qualcosa: a molti finanche la ragione, con le sue scosse di richiamo. Io di quella sera ricordo poco e niente. So che quando la sedia mi si era spostata sotto il sedere non ci avevo speso testa né paura: mio fratello me lo faceva sempre quello scherzo, e pure se Domenico stava lì, dall’altra parte della tavola a incollare figurine, non m’ero messa paura uguale. Mentre correvo fuori avevo pensato solo a Laura, che quella sera finiva gli anni e ci aveva detto di passare da lei per le otto. Le avevo preso certi trucchi sulle bancarelle e una bottiglietta di profumo che sapeva di gioventù e di vizio. leggi il resto >>

appena svegli

appena svegli di Riccardo Corsi

Ma d’ogni cosa resta un poco
Carlos Drummond de Andrade

C’è una sigaretta sul ciglio di un burrone, sulla scalinata d’ingresso dell’albergo. Vorrebbe cadere giù, farla finita. Ma è solo un mozzicone, già fumato da qualcuno e gettato davanti all’androne come la carcassa senza testa mangiata dal mare di quel cane che ho visto l’altro giorno in spiaggia. Passando davanti a quel corpo muto, per pietà per disperazione, gli ho messo una testa di conchiglia, così l’animale disfatto dalla corrente ha trovato pace.
Sulla spiaggia il dio conchiglia pareva dormire, e con la testa rivolta verso terra guardava gli umani distratti che gli passavano accanto, come una sfinge venuta dal mare.
Dio testa-di-conchiglia-cane-mangiato-dal-mare, guardiano di un confine aperto: resisti senza esistere. Con il tuo muso senza occhi getti ai vivi un’ombra inquieta che li risospinge verso la vita. Così la tremula fiamma della candela appartiene alla notte, pur recando con sé un ultimo resto del giorno che non vuole morire, e non teme, dietro il vetro appannato, la voce dai mille occhi della bufera.



vox populi


l'inedito

di Adriana Lazzini
Come soprammobile nella vita lo stare di vento si nutre la coscienza mentre sa di non essere. La fatica senza peso è uccidere lo scopo assente. Un uomo in più o in meno non fa massa nella moltitudine indifferente s’impegna la mancanza di genio. Continua l’esistenza a sciogliersi come gelato su pelle diabetica che non assaggia né assorbe. Teorie sulla completa inutilità si estinguono nello scendere dal letto la mattina prima di farsi un caffè. Si fa sempre tutto e ogni cosa d’altronde, vive. ** Circonferenza scoppia guai a segnare il confine con steccato. Il perimetro si sfalda sotto l’effetto lavico di un’esistenza in bilico su confine folle. L’incantesimo spezza maleficio di cerchio magico esplodono significati che non possono essere incarnati in alcuna sostanza perché non stanno in alcunché né hanno luogo né meta né sede natia.