il fondo
di Antonella MoscatiÈ la prima volta che mi trovo a parlare dei miei deliri con dei tecnici: uno psichiatra e una psicanalista. E di fronte a un grande pubblico. Poiché vorrei evitare di fare di quell’esperienza che ho raccontato qualcosa di patologico, cerco soluzioni metafisiche: se le potenzialità così spesso ignote del nostro cervello, la possibilità delle sue accelerazioni, delle sue anticipazioni e premonizioni, della sua capacità di sentire o negare il dolore, di ignorare o inventare la fame, di accogliere o rifiutare il linguaggio, fossero il segno che il nostro cervello è adatto anche ad altre specie, specie a venire, di cui non abbiamo sentore, ma di cui sappiamo che di sicuro avranno un’altra corporeità, una corporeità adatta a vivere in pianeti diversi dal nostro? Come se il dio, nel creare il nostro cervello, avesse avuto a disposizione un solo stampino e l’avesse rifilato un po’ dovunque, leggi il resto >>
il tema

piazzaemezza porta i suoi lettori in gita a Mantova. Quest’anno nottetempo è a Festivaletteratura in compagnia di Deliri di Antonella Moscati, di Ho rubato la pioggia di Elisa Ruotolo, di Che fine faranno i libri? di Francesco Cataluccio e di Quando verrà la rivoluzione avremo tutti lo skateboard di Said Sayrafiezadeh.
Solo che i libri a nottetempo sono spaccati di realtà politica, culturale, personale. E così, giacché le parole ci piacciono, possiamo dire meglio che dall’otto al dodici settembre nottetempo presenta, nel principale festival letterario italiano, quattro punti di vista su mondi piccoli o condivisi.
Uno. Le epifanie improvvise, le intuizioni filosofiche, l’euforia di un linguaggio che trapassa il reale dei Deliri che a intervalli regolari hanno accompagnato Antonella Moscati intorno ai suoi trent’anni e la logica che diventa follia.
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le stelle
di Sandra PetrignaniCominciamo col fare gli auguri ad Achille Mauri (4 settembre 1939), il presidente di Messaggerie, la più grossa agenzia di distribuzione e promozione di libri in Italia, interessato da passaggi astrali che riguardano il consolidamento del campo professionale. La mole del lavoro è in aumento e s’intravedono all’orizzonte ardite novità dopo mesi altrettanto faticosi, ma meno gratificanti di come si preannuncia il futuro. Segno ansioso per eccellenza, nervoso e oscillante fra opposti stati umorali, la Vergine ha più che mai bisogno di approdare adesso, dopo le docce fredde dell’ultimo anno, su un terreno stabile, e ritrovare fiducia nell’ambiente circostante. Non in se stesso, che quel tipo di fiducia questo segno razionale e introspettivo non la perde mai. Però è forte il bisogno di riposizionarsi, impostare nuove e forti alleanze, aprirsi a collaborazioni in passato impensabili. leggi il resto >>
